Orchestra Sinfonica Siciliana
Foss verso il passaggio al Comune, timori sullo statuto e il rebus sul commissario
Fratelli d'Italia deve scegliere il "traghettatore": si fa il nome di Gabriele Crociata per succedere a Margherita Rizza. E montano i dubbi dei lavoratori sui destini della Fondazione
Corto circuito da evitare. Interregno da gestire. Le due parole d’ordine per aprire i lucchetti sul nome del nuovo commissario straordinario della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, in attesa dell’esaurimento dell’agenda per il passaggio della governance dalla Regione al Comune, annunciato da La Sicilia. Si fa il nome di Gabriele Crociata, capo di gabinetto vicario dell’assessorato regionale del Turismo. Il dirigente, dato dai bene informati come vicino al deputato regionale di Fratelli d’Italia Fabrizio Ferrara, prenderebbe la scrivania che da maggio 2024 è di Margherita Rizza, da tempo destinata ad altro tavolo, quello dirigenziale dello stesso assessorato.
Ma la dialettica dentro FdI è viva e la quadra ancora da trovare. Scontato, infatti, che per il momento la faccenda sia riferibile al partito di Giorgia Meloni, con l’assessore Elvira Amata in quota. Salvo sorprese da rimpasto, la riflessione interna è fatto scontato. Rizza, in questi giorni, si sta limitando agli atti improcrastinabili, cioè il minimo indispensabile, come i pagamenti degli stipendi. Eccolo, il corto circuito da evitare: Rizza va a occupare un ruolo apicale in un dipartimento che, una volta approvato in consiglio comunale il nuovo statuto che passa al Comune la Foss, con il sindaco come presidente, dovrà esprimere parere sul travaso. Sul pronunciamento d’aula, il presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo conta di calendarizzare tra fine aprile e inizio maggio.
L’identikit di Crociata non è lontano da quanto emerge dalle parole di Luca Sbardella, commissario di FdI in Sicilia. «Si tratterà di un passaggio breve e indolore - dice Sbardella - di un funzionario tecnico sostanzialmente “disinteressato”. Insomma, uno che non si... affezioni troppo, dato che la governance sta cambiando in fretta», scherza. Sul nome di Crociata, Sbardella conferma il confronto in corso: «La riflessione è apertissima».
Tra corto circuito e interregno, c’è quello che in molti, a partire dai lavoratori della Foss, giudicano come un paradosso: il sindaco alla presidenza dei due maggiori teatri cittadini. Con contorno di preoccupazioni, già espresse dalle sigle sindacali per ora in trincea per le grane contrattuali e il turn over asfittico. Preoccupazioni e dubbi: che ne sarà della dotazione finanziaria della Foss - chiedono - se sarà messa a regime come il Teatro Massimo e dunque uscirà dal bilancio consolidato della Regione? E perché ripescare una norma del 1996 per varare il cambio di governance? Qui la risposta, in ambienti della Regione, porta all’avvenuta risoluzione degli annosi problemi interpretativi che nacquero sul caso di Taormina Arte.