il verdetto
Trasporti, sentenza storica della Corte d'Appello: nullo il licenziamento della TUA
Azienda condannata alla reintegra dopo nove anni
Si chiude dopo anni di battaglie legali una delle vertenze lavorative più significative per il settore del trasporto pubblico locale siciliano. La Corte di Appello di Palermo, in sede di rinvio, ha pronunciato la sentenza definitiva n. 510/2026 che sancisce la nullità del licenziamento di Angelo Vaccarello, già dipendente della società TUA (Trasporti Urbani Agrigento) e consigliere comunale.
La vicenda ha radici lontane e trae origine dal licenziamento disciplinare intimato dall'azienda nel dicembre 2017 a Vaccarello e ad altri suoi colleghi. Dopo un lungo iter processuale che ha visto coinvolti il Tribunale di Agrigento, la Corte di Appello e la Corte di Cassazione, i giudici hanno infine accolto le tesi del lavoratore. Il punto focale della decisione risiede nella violazione delle procedure previste dal Regio Decreto n. 148 del 1931, normativa speciale che tutela il personale autoferrotranviario.
Secondo i magistrati, la TUA avrebbe esautorato il Consiglio di disciplina, l'unico organo terzo competente a decidere sulle sanzioni una volta richiesto l'intervento dal lavoratore. Il dispositivo della sentenza non lascia spazio a dubbi: la Corte ha ordinato alla TUA la reintegrazione di Vaccarello nel suo posto di lavoro.
L'azienda è stata inoltre condannata al pagamento di un'indennità risarcitoria commisurata a tutte le mensilità maturate dal giorno del licenziamento fino all'effettiva reintegra, oltre al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Le spese legali per i vari gradi di giudizio, liquidate per un totale superiore ai 13.000 euro, restano a carico della società.
Grande soddisfazione è stata espressa dal sindacato USB Lavoro Privato TPL Sicilia, che ha sostenuto i lavoratori in questa vertenza definendola un punto fermo per la tutela dei diritti nel settore. Per Angelo Vaccarello, la sentenza non rappresenta solo una vittoria professionale e il recupero della propria stabilità economica, ma anche il pieno ripristino della propria integrità nell'esercizio del mandato pubblico.