English Version Translated by Ai
26 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:35
×

l'iniziativa

"Ricuciamo Palermo": l’Università apre un polo diffuso allo Zen. Firmato il protocollo tra Midiri e le scuole del quartiere

L'offerta di opportunità formative e il contrasto alla dispersione scolastica

26 Marzo 2026, 18:41

18:50

"Ricuciamo Palermo": l’Università apre un polo diffuso allo Zen. Firmato il protocollo tra Midiri e le scuole del quartiere

Seguici su

Un percorso condiviso che prova a trasformare lo Zen da periferia a centro di nuove possibilità, partendo dalla scuola e dall’educazione. È stato firmato oggi pomeriggio dentro l’aula magna dell’istituto comprensivo “Giovanni Falcone”, il protocollo d’intesa tra l’Università degli studi di Palermo e le scuole del quartiere. Nasce così “Ricuciamo Palermo”, un progetto che punta a portare l’ateneo nei territori più fragili per costruire opportunità e contrastare dispersione scolastica e disuguaglianze.

Alla firma erano presenti il rettore Massimo Midiri, il sindaco Roberto Lagalla, i dirigenti scolastici Massimo Valentino e Stefania Cocuzza, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e del territorio, tra cui il presidente del tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, monsignor Corrado Lorefice, il presidente della commissione antimafia Antonello Cracolici. Presenti anche tutte le associazioni che ogni giorno lavorano allo Zen: Laboratorio Zen Isieme, Lievito, Handala e l'Albero della Vita.

“L’università diffusa” è una scelta che abbiamo fatto fin dall’inizio del mandato – ha detto Midiri –. Questo quartiere non è difficile ma fragile, e in questa fragilità dobbiamo aiutare a ricucire. Portare un polo universitario dentro una scuola significa abituare i bambini all’idea che esiste una possibilità. E aggiunge: “Il 26 marzo dell’anno prossimo saremo di nuovo qui per dimostrare che le promesse diventano fatti”.

Un messaggio raccolto dalla comunità scolastica. “Dare fiducia ai nostri ragazzi è fondamentale”: la realizzazione personale non è legata al luogo in cui si nasce, ha sottolineato la dirigente Cocuzza. “Sentire i nostri alunni parlare delle loro ambizioni è stato bellissimo”, ha aggiunto Valentino, “vi aspettiamo qui l’anno prossimo”.

Durante l’iniziativa gli studenti hanno consegnato al rettore una chiave simbolica, gesto che ha segnato l’avvio di una collaborazione destinata a durare. Il progetto prevede attività di orientamento, laboratori, iniziative culturali e percorsi condivisi, trasformando la scuola in un presidio universitario diffuso e accessibile.

Non solo didattica, ma anche politiche pubbliche e analisi dei territori. “L’università si mette in gioco proprio dove le difficoltà sono maggiori”, è stato sottolineato, “per costruire una presenza quotidiana e concreta”. Un percorso che guarda anche alla formazione delle future classi dirigenti, come evidenziato dalla docente Gabriella Marcatajo: “Una buona politica pubblica deve partire dai margini e progettare il futuro già nelle scuole”.

“Quello che nasce è un polo educativo e formativo che è di tutti e per tutti” – ha detto l’assessore Fabrizio Ferrandelli –. È una chiamata collettiva a cui in tanti stanno rispondendo. Il fatto che l’università scelga di contaminarsi con le politiche pubbliche, proprio nei luoghi in cui in passato si è fallito, è un messaggio straordinario. Non solo speranza, ma la certezza di una presenza costante e quotidiana.

Anche Lorefice saluta i giovani dello Zen: “Oggi stiamo sentendo un profumo che ci rimanda alla costituzione italiana, specie ai primi 4 articoli”, e ha letto il quarto articolo della costituzione. “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.