In Appello
La strage di Altavilla, Roberta Bruzzone: «Miriam Barreca assolta? Non mi stupisce»
La criminologa commenta la sentenza: «Non poteva opporsi in quell’ambiente»
«La sentenza non mi stupisce per nulla. Vivendo in quel contesto familiare, era normale che i giudici prendessero in considerazione anche questo aspetto».
Non è certo sorpresa Roberta Bruzzone del ribaltone della corte d’Appello, che ha assolto Miriam Barreca, la primogenita di Giovanni Barreca, condannata in primo grado, col rito abbreviato, a 12 anni e 8 mesi di reclusione per la strage di Altavilla Milicia del febbraio 2024. La ragazza è stata assolta perché temporaneamente incapace di intendere e volere e dunque non imputabile. Semplicemente Miriam non era in grado di autodeterminarsi secondo i giudici della sezione per i minorenni della Corte d’Appello. La ragazza andrà in una comunità.
Ribaltata dunque la sentenza di primo grado per la figlia di Antonella Salamone e sorella di Kevin ed Emanuel, torturati e uccisi nella loro villetta. La criminologa Roberta Bruzzone è una delle consulenti nominati dalla difesa di Giovanni Barreca, insieme ad Alberto Caputo, dottore ricercatore in Psichiatria e Scienze Relazionali a Milano. Entrambi hanno confermato la tesi dell'infermità mentale dell'imputato, reo confesso di aver partecipato agli efferati delitti. La loro valutazione è contenuta in una memoria già depositata agli atti, che esclude margini di dubbio sull'infermità mentale di Barreca al momento dei fatti. Anche tre dei quattro periti nominati dal GIP di Termini Imerese hanno concluso per un quadro di infermità mentale non suscettibile di smentita. «Ho sempre ritenuto il padre uno psicopatico delirante – spiega Bruzzone – in un contesto del genere una ragazzina non poteva di certo sottrarsi a quello che è successo. Miriam aveva poi un rapporto molto forte con il padre, era un po' la preferita, e per immaturità o altro è stata travolta da tutto questo anche lei. Chiaramente la ragazza era in una fase evolutiva importante e molto delicata, con una capacità decisionale fortemente compromessa dal contesto. Non aveva gli strumenti adatti per combattere quello che stava succedendo e quindi è stata assorbita dagli eventi». L’assoluzione di Miriam Barreca potrebbe avere delle ripercussioni anche sul processo in corte d’assise al padre: «Ce lo auguriamo – dice Bruzzone – in considerazione della lettura che è stata data al ruolo della figlia. Barreca non è semplicemente fanatico, è uno psicotico delirante che pensava di far ripartire la macchina semplicemente appoggiando le mani sul cofano. Sulla sua posizione non credo ci siano dubbi, anche da periti esterni». Miriam fu trovata dai carabinieri nel suo letto con a pochi metri i corpi dei fratelli. Inizialmente si pensò che fosse l'unica sopravvissuta alla strage, poi fu lei stessa a confermare di aver partecipato. La ragazza è stata sottoposta a due diverse perizie che hanno confermato la sua incapacità di rendersi conto di quanto accadeva la settimana delle torture sfociate nel triplice omicidio. Perizie che, contrariamente da quanto avvenuto nel processo di primo grado, sono state lette dai giudici della Corte d’appello come motivo di non imputabilità della ragazza.