zone balneari
Mare Libero diffida la Regione Sicilia: «Niente fondi pubblici a lidi con concessioni scadute»
Cemento al lido Arenella, Giorgio Nanì La Terra: se la concessione è scaduta non si è legittimati ad occupare la spiaggia
«Invito le istituzioni pubbliche locali a prendere visione della sentenza con cui il Tar ha respinto il ricorso della società Italo Belga perché è estensibile a tutte le concessioni balneari siciliane, compreso quelle che ricadono nel nostro litorale». Dopo avere “incassato” l'avvio da parte della Procura aretusea del procedimento contro ignoti per la vicenda della ricostruzione del lido all'Arenella, l'attivista Giorgio Nanì La Terra guarda oltre. In attesa che sia convocato in audizione dalla quarta commissione Ambiente della Regione siciliana, La Terra mette in evidenza i riflessi della recentissima ordinanza del Tar che rischia di essere dirompente per tutte le concessioni balneari siciliane.
«Secondo l'ordinanza - dice La Terra – per i giudici amministrativi, la proroga fino al 2027 della concessione rilasciata dalla Regione va “disapplicata”, come tutte le altre proroghe generalizzate, perché in contrasto con la direttiva europea Bolkestein. In sostanza, se la concessione è scaduta non sei legittimato ad occupare la spiaggia o immobili demaniali».
L'ordinanza del Tar si aggiunge alla sentenza della sezione penale della Corte di Cassazione che «sposta la questione – continua La Terra - ad un vero e proprio reato in violazione dell'articolo 633 del codice penale. E questo si estende poi sia a chi ha dato le autorizzazioni e sia agli organi di controllo. Di fatto non sono più legittimati nemmeno a mettere un ombrellone figuriamoci a cementificare».
In tale contesto, l'associazione Mare Libero ha diffidato la Regione Sicilia a non procedere all'erogazione di risorse pubbliche a titolo di ristoro dei danni dal ciclone Harry «a favore di concessionari demaniali con titoli scaduti o prorogati in violazione del diritto dell'Unione europea o gravati da abusi edilizi. Qualsiasi atto di spesa in favore di soggetti privi di titolo legittimo integrerebbe: danno erariale diretto e responsabilità amministrativa per colpa grave».