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27 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:20
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La decisione

Braccio di ferro Roma-Palermo: il governo impugna la legge della Regione Siciliana sugli aiuti dopo il ciclone Harry

La legge per i danni del maltempo del 19-21 gennaio 2026: il Consiglio dei Ministri impugna le misure d'emergenza

27 Marzo 2026, 21:54

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Il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge regionale siciliana del 30 gennaio 2026, sugli “Interventi urgenti per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026”. La decisione è stata presa su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, nell’ambito dell’esame di sedici leggi regionali.

Il Governo sostiene che alcune disposizioni della legge siciliana eccedano le competenze statutarie della Regione e si pongano in contrasto con la normativa statale in materia di previdenza sociale e di tutela della concorrenza. Per questo motivo, il Cdm ritiene che la legge violi l’articolo 117, secondo comma, lettere e) e o) della Costituzione, che limitano l’area di intervento delle Regioni in specifiche materie riservate allo Stato. Nello specifico l'articolo identifica ambiti fondamentali in cui solo il Parlamento nazionale può legiferare, garantendo unità economica e sociale su tutto il territorio.

La Regione Siciliana aveva varato la norma per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo straordinari, con misure rapide di sostegno a famiglie e imprese. Il braccio di ferro tra Palermo e Roma tocca un tema centrale delle autonomie: quanto può spingersi la Regione nell’intervenire in ambiti come previdenza e concorrenza, senza sovrapporsi alla legislazione nazionale. Per il Governo, il testo siciliano avrebbe scavalcato il confine fissato dalla Carta fondamentale, mentre per la Regione si tratterebbe di misure di emergenza legittime e necessarie.