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28 marzo 2026 - Aggiornato alle 01:01
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I No Muos tornano in piazza: «La Sicilia non va trasformata in una piattaforma di guerra»

Corteo del Movimento contro le basi USA: obiettivo la smilitarizzazione e la sovranità dei territori

28 Marzo 2026, 00:48

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I No Muos tornano in piazza: «La Sicilia non va trasformata in una piattaforma di guerra»

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«Quando un territorio ospita, anche senza il consenso delle comunità locali, infrastrutture militari strategiche, diventa automaticamente un potenziale bersaglio nei conflitti, con pesanti conseguenze per la sicurezza dei cittadini». Questa è soltanto una delle motivazioni che spinge il Movimento No Muos alla mobilitazione di oggi pomeriggio a Niscemi, dove è in programma una manifestazione contro la guerra e contro l’utilizzo delle basi statunitensi presenti in Sicilia, ma anche in altre zone d’Italia.

Niscemi è la città che ospita il Muos (Mobile User Objective System) e la stazione Nrtf (Naval Radio Trasmitter Facility) della Marina militare degli Stati Uniti, due infrastrutture strategiche inserite nella rete globale di comunicazioni che sono utilizzate per coordinare operazioni militari e missioni in diverse aree del mondo. E secondo il Movimento No Muos, la presenza di queste installazioni rappresenta «un problema politico e democratico», in quanto si tratta di «infrastrutture militari di rilevanza strategica che operano nel territorio italiano con effetti diretti sulla sicurezza. Gli Stati Uniti fanno la guerra da casa nostra. La realtà non può essere ignorata».

«La Sicilia - affermano ancora i promotori della manifestazione - non può essere trasformata in piattaforma di guerra nel Mediterraneo. I territori devono tornare alla sovranità delle comunità che li abitano».

Oggi alle 15 è previsto il raduno in via Carlo Marx, a Niscemi, da dove muoverà un corteo con striscioni contro la guerra e le basi militari. L’appello è alla smilitarizzazione dei territori e sono arrivate adesioni da diverse realtà sociali, associazioni e reti pacifiste. Si prevede un imponente servizio d’ordine a fare da cornice ai manifestanti.