il blitz
Quei "piatti al veleno" in pieno centro: sequestrati 28 kg di cibo avariato e locale chiuso
Ristorante degli orrori: maxi-multa da 36.000 euro e sigilli. C'erano anche lavoratori in nero
Dietro l’insegna di un accogliente ristorante nel cuore di Camastra non si nascondevano solo sapori, ma un vero e proprio campionario di illegalità diffusa. È quanto hanno scoperto i Carabinieri della Stazione locale in un blitz scattato nelle scorse ore, un’operazione chirurgica nata per tutelare la salute pubblica e riportare l’ordine tra i tavoli della ristorazione locale.
L’intervento non è passato inosservato: i militari sono arrivati supportati dagli specialisti del NAS di Palermo e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Agrigento, oltre agli agenti della Polizia Municipale. Una task force che ha passato al setaccio ogni angolo delle cucine e ogni foglio dei registri.
Il quadro emerso dalle ispezioni igienico-sanitarie è inquietante. Gli uomini del NAS hanno messo i sigilli a circa 28 chilogrammi di alimenti, tra prodotti ittici e carnei, dichiarati ufficialmente non idonei al consumo umano. La catena del freddo era un optional e le procedure HACCP – lo scudo che dovrebbe proteggere i clienti da contaminazioni e intossicazioni – erano state ignorate. In poche parole: cibo potenzialmente pericoloso pronto a finire nei piatti di ignari avventori.
Se la cucina preoccupava, il retrobottega non era da meno. Gli ispettori del lavoro (N.I.L.) hanno scoperchiato un sistema di gestione del personale che sembrava ignorare i diritti fondamentali. È stato individuato un lavoratore in "nero", pagato con metodi non tracciabili (le classiche "buste" contanti), in totale assenza di sorveglianza sanitaria e formazione sui rischi. Ai dipendenti non venivano forniti nemmeno i dispositivi di protezione individuale: un rischio costante per la loro incolumità.
Il bilancio dell'operazione è pesantissimo per il titolare, un uomo del posto che è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento. Oltre alle denunce penali, sono piovute sanzioni amministrative per 29.000 euro e ammende penali per altri 7.000 euro. A completare il quadro, la Polizia Municipale ha rilevato anche l'occupazione abusiva del suolo pubblico. Per il ristorante è scattata l’immediata sospensione dell’attività.