Schifani
“Liberi di scegliere”: la Sicilia lancia la legge per togliere spazio alla mafia partendo dai giovani
La legge regionale "Liberi di scegliere" stanzia 3 milioni e crea una cabina di regia: scuola, formazione e supporto sociale per offrire alternative ai giovani a rischio e contrastare il reclutamento mafioso.
«La mafia si combatte anche così: dando una possibilità di scelta». Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, annuncia su Facebook l’avvio della legge regionale «Liberi di scegliere», un pacchetto di interventi pensato per offrire ai giovani e alle loro famiglie alternative concrete ai contesti di criminalità.
Il provvedimento, frutto dell’impegno del presidente del Tribunale per i minorenni di Catania Roberto Di Bella, mette al centro scuola, supporto sociale e formazione professionale come strumenti per costruire percorsi di legalità e inclusione. Secondo la Regione, la norma fornisce un quadro organico di politiche attive rivolte alle fasce più vulnerabili.
Per coordinare le azioni è stata istituita a Palazzo d’Orleans una cabina di regia che coinvolge istituzioni, scuole, tribunali, servizi sociali e famiglie. «Funziona solo se tutti lavoriamo insieme», ha sottolineato Schifani, evidenziando la necessità di una sinergia tra soggetti istituzionali e comunità locali.
La Regione ha già stanziato tre milioni di euro per avviare il progetto e annuncia ulteriori risorse per potenziarlo nel tempo. I fondi saranno destinati a interventi formativi, percorsi di orientamento, sostegno psicologico e misure di inclusione sociale rivolte ai giovani a rischio.
Il presidente ha ricordato che l’obiettivo è «togliere spazio alla mafia partendo dai giovani» e che il cambiamento è possibile «se tutto comincia da una scelta». La misura punta non solo a prevenire il reclutamento nelle organizzazioni criminali, ma anche a favorire processi di recupero e reinserimento per chi già vive in contesti difficili.
Le modalità operative e i criteri di accesso agli interventi saranno definiti dalla cabina di regia nei prossimi mesi; la Regione invita enti locali, istituzioni scolastiche e associazioni a collaborare per tradurre la legge in azioni concrete sul territorio.