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29 marzo 2026 - Aggiornato alle 15:03
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Liti

La “guerra dei Roses” fra vicini: famiglia costretta al trasloco dopo tredici anni di molestie e danneggiamenti

E' accaduto a Sant’Agata Li Battiati. Ora c’è un processo per stalking condominiale

29 Marzo 2026, 13:25

13:30

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Avevano comprato la casa dei loro sogni. Una villetta dove crescere i loro tre figli (di cui uno con problemi di autismo), invitare i parenti, poter coltivare la passione per il giardinaggio. Ma tredici anni fa il sogno di questa coppia di cinquantenni si è trasformato in incubo. I vicini di casa, una coppia, sono stati rinviati a giudizio per stalking condominiale. Il dibattimento è entrato nel vivo solo da qualche mese anche se il decreto del gup risale al 2023. Ma purtroppo i tempi della giustizia, per motivi che sono venuti a galla in quest’ultimo periodo referendario, sono fin troppo lenti. Le vittime hanno deciso di andare fino in fondo e si sono costituiti parte civile tramite gli avvocati Carmelo e Cristina Calì nel processo che si celebra davanti al giudice Santino Mirabella.

Ma cosa è successo? La storia diabolica comincia nel 2013. E si trascina per anni. L’abitazione fa parte di un corpo immobiliare che è stato suddiviso in due. Accesso e spazio interno indipendente, ma i confini sono determinati da una parete e da una siepe. La miccia si è accesa in occasione dei lavori per la fossa settica. Anticipi e conti da pagare fanno causato delle tensioni sfociate poi in atti persecutori che si sono susseguiti per mesi e anni. E per un periodo, dopo il diniego all’emissione di ammonimento da parte del questore nel 2017, c’è stata anche la paura di denunciare.

L’escalation è stata lenta e reiterata. Dalle siepi tagliate all’immondizia lasciata nella cassetta della posta, ai piccoli danneggiamenti ai rumori molesti notturni. Ma alcuni comportamenti sono stati davvero inquietanti. I vicini di casa hanno acquistato un dispositivo sonoro che hanno installato sul tetto dell’abitazione. Precisamente un dissuasore per piccioni che produce suoni ad alta frequenza che era tenuto acceso dalla mattina alla sera. «Non si poteva vivere più», raccontano. La proprietaria si faceva accompagnare dal marito anche per prendere la macchina. «Avevo paura», spiega.

Una volta nel muretto divisorio fra le due villette il proprietario ha trovato poggiato un fucile. La sagoma (nella foto) era ben visibile nella fessura creata dalla copertura verde. Hanno modificato orari, abitudini, stile di vita. Non dormivano più nelle loro camere da letto che confinavano con la villetta dei vicini per cercare di poter ricominciare a dormire. La figlia ha smesso di fare jogging nel giardino. E i tanti passi avanti che l’altro figlio aveva fatto affrontando le difficoltà dello spettro autistico si sono sgretolati. «Anche oggi mi ripete che c’è la radio alla parete», ripete la signora.

Marito e moglie hanno cercato aiuto dai carabinieri. E lo hanno trovato. Il movente di quei comportamenti? «Si sarebbero sentiti truffati per i lavori della fossa? Ma noi abbiamo dato documenti e fatture. Sono solo scuse». La situazione è diventata insopportabile. I vicini hanno lanciato una secchiata d’acqua ai danni del proprietario della villetta. E non ce l’hanno fatta più. Hanno lasciato la casa. «Poteva esserci dell’acido. Non potevo più vivere lì. Ero terrorizzata», racconta la signora con le lacrime agli occhi a ripensare a quei momenti.

Quando è accaduto l’ultimo fatto grave nel 2022, la coppia ha deciso di denunciare. E ha fatto un lungo esposto direttamente alla procura. Due anni fa è arrivato il rinvio a giudizio nei confronti dei due vicini per stalking condominiale. Ma allo stesso tempo è stato attivato il codice rosso: i vicini hanno un divieto di avvicinamento. Ma il paradosso di questa vicenda è che la famiglia-vittima degli atti persecutori ha dovuto abbandonare la casa che sta continuando a pagare. «E quando andiamo dobbiamo avvertire i carabinieri», spiegano. Il teatro dell’assurdo. Luigi Pirandello avrebbe trovato materiale a sufficienza per una delle sue novelle.