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30 marzo 2026 - Aggiornato alle 08:22
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Il caso davanti al Tribunale del Riesame

Casa hot in pieno centro a Palermo, arriva dissequestro

Tre donne sono state denunciate per favoreggiamento o sfruttamento della prostituzione all’autorità giudiziaria ma sono stati eseguiti diversi sequestri: preventivi e probatori

30 Marzo 2026, 06:30

Casa hot in pieno centro a Palermo,  arriva dissequestro

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In quel palazzo c’era un sospetto andirivieni di uomini. Forse qualcuno ha segnalato l’anormale flusso di persone alle forze dell’ordine che hanno voluto vederci chiaro. Il condominio di via XX Settembre, vicino al teatro Politeama, era particolarmente affollato in qualsiasi ora del giorno. Un paio di domande giuste e qualche ora di monitoraggio hanno permesso agli investigatori di localizzare l’appartamento dove si recavano gli avventori. Ed è così che hanno scoperto che la casa era stata presa in affitto per attività di prostituzione. Tre donne sono state denunciate per favoreggiamento o sfruttamento della prostituzione all’autorità giudiziaria ma sono stati eseguiti diversi sequestri: preventivi e probatori. Sono stati messi i sigilli a telefonini, soldi e anche tutta la “strumentazione” per le prestazioni sessuali. I clienti, che sono stati sentiti, nell’immediatezza hanno ammesso di aver pagato per il servizio di meretricio.

L’avvocato Emilio Scrudato, che difende una colombiana pizzicata nella casa hot in pieno centro, ha impugnato davanti al Tribunale del Riesame la convalida del gip dei due sequestri. E con due ordinanze distinte ha ottenuto la revoca del sequestro preventivo e probatorio. Quindi il Riesame ha accolto l’istanza e restituito telefonini e somme di denaro. Le motivazioni del collegio arriveranno fra 45 giorni. Ma intanto il penalista ha sollevato diverse questioni tecnico-giuridiche sulla contestazione del reato. Se sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione c’è stato dovrebbe quindi esserci una persona che gestisce la casa d’appuntamento e quindi sfrutta le ragazze per ingrossare il portafogli. Le donne che sono state deferite hanno rivelato di pagare un affitto ma tramite un intermediario. E di non conoscere il reale proprietario, che naturalmente è stato identificato. Ma su questo l’indagine è ancora in corso.