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l'appello

«Va evitata una nuova Niscemi a Madonna del Ponte»

Il sindaco di Caltagirone dopo il sopralluogo dei tecnici della Protezione civile regionale nel quartiere: «Pochi 3 milioni per frenare il dissesto idrogeologico»

29 Marzo 2026, 22:49

22:50

«Va evitata una nuova Niscemi a Madonna del Ponte»

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Il dissesto idrogeologico è uno dei fenomeni naturali che sta mettendo a dura prova l’Italia. E la Sicilia paga un conto molto salato, come dimostrano, purtroppo, i recenti accadimenti di Niscemi, che ripropongono il problema, in tutta la sua gravità, per molti Comuni siciliani. Caltagirone è uno dei centri che, per le proprie caratteristiche geomorfologiche, presenta numerose criticità. In particolare, le maggiori problematiche interessano i quartieri del centro storico, primo fra tutti quello di Maria Santissima del Ponte, dove i reiterati smottamenti hanno già provocato la chiusura, per ragioni di sicurezza, di alcune aree, con il conseguente abbandono delle abitazioni, e dove i lavori effettuati in passato sono serviti solo in parte a evitare l’acuirsi delle difficoltà sotto gli occhi di tutti. 

Adesso una prima, buona notizia è rappresentata dall’individuazione, ad opera della Regione siciliana, di tre milioni di euro per i primi interventi, per i quali si attende l’emissione del relativo decreto. Si tratta di risorse “sicuramente utili, ma largamente insufficienti”, come ha sottolineato il sindaco Fabio Roccuzzo durante il sopralluogo compiuto, nel quartiere in questione, con i tecnici della Protezione civile regionale e dell’Autorità di Bacino. “La definizione di queste somme – ha aggiunto il primo cittadino – è un primo passo per approntare le azioni del caso, ma ne servono molte di più per affrontare in maniera risolutiva il problema legato alle drammatiche condizioni di dissesto idrogeologico che, nel quartiere Maria Santissima del Ponte, investono da molti anni l’area a ridosso del Santuario, ma anche altre dello stesso, interessate da pericolosi cedimenti. Ho più volte, la prima quattro anni fa, a pochi mesi dal mio insediamento, denunciato questo stato di cose e in più di una circostanza ho formulato alla Regione proposte di intervento. La situazione è  sempre più drammatica e, per porvi un argine definitivo, occorre demolire le abitazioni compromesse e garantire una corretta captazione di tutte le acque piovane e sotterranee perché possano essere incanalate e valle e non costituire più, quindi, una incombente causa di frane”. Il sindaco di Caltagirone, considerando i fatti di Niscemi purtroppo replicabili anche altrove, ha pertanto reiterato alla Regione siciliana la richiesta di “attenzione che questo quartiere e la nostra comunità meritano”.