i controlli
Abbandono rifiuti a Marsala: i Carabinieri Cites denunciano un 54enne e sequestrano il furgone
Cresce l'allarme per i reati ambientali in Sicilia, serrate perlustrazioni nei territori più fragili
Nella periferia di Marsala, un'operazione mirata dei Carabinieri ha portato alla denuncia di un 54enne locale, accusato di gestione abusiva di rifiuti speciali non pericolosi. L’uomo, colto in flagranza, è stato deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria, con il suo furgone posto sotto sequestro preventivo.
L’intervento dei militari
I Carabinieri della Stazione di San Filippo, supportati dal Nucleo CITES del Centro Anticrimine Natura di Trapani, hanno avviato accertamenti specifici dopo aver notato attività sospette. L’indagato, a bordo di un furgone, aveva trasportato i rifiuti – materiali speciali non pericolosi, probabilmente derivanti da attività edili o agricole – fino a un’area verde isolata ai margini della città. Qui li ha abbandonati senza autorizzazioni, violando le norme sul ciclo dei rifiuti in vigore in Sicilia.
L’azione dei militari è scattata con rapidità: dopo il controllo visivo e la verifica documentale, è emersa l’assenza di qualsiasi permesso per smaltimento o trasporto. Il sequestro del veicolo, essenziale per l’attività illecita, servirà ora a ricostruire la filiera dei rifiuti coinvolti.
Contesto ambientale a Marsala
Marsala, nota per le sue saline e il patrimonio vinicolo, combatte da anni contro l’abbandono incontrollato di rifiuti, un fenomeno che deturpa le aree periferiche e minaccia l’ecosistema costiero trapanese. L’intervento dei Carabinieri CITES – specializzati nella tutela della natura e del commercio internazionale di specie protette – sottolinea l’attenzione crescente verso i reati ambientali, spesso intrecciati a traffici illeciti più ampi.
In Sicilia, il 2026 ha visto un incremento dei controlli sulle discariche abusive, grazie a protocolli condivisi tra forze dell’ordine e Regione Siciliana. Casi come questo, concentrati in zone rurali come San Filippo, evidenziano la necessità di monitoraggi costanti per preservare il territorio da sversamenti che inquinano falde acquifere e suoli agricoli.
Conseguenze e prevenzione
Per il 54enne, le accuse pesano: la gestione non autorizzata di rifiuti speciali prevede sanzioni penali fino a due anni di reclusione e multe salate, oltre al risarcimento danni ambientali. Il sequestro del furgone blocca sul nascere ulteriori illeciti, mentre le indagini proseguono per verificare eventuali complici o ricettatori di materiali.