English Version Translated by Ai
30 marzo 2026 - Aggiornato alle 16:08
×

SPESE GONFIATE

Agrigento, il conto salato: un deputato di FdI e i vertici della cultura sotto inchiesta

Dopo i riflettori da Capitale Italiana della Cultura, arriva l'avviso di chiusura indagini per truffa e peculato. Cinque i coinvolti, tra cui Lillo Pisano

30 Marzo 2026, 15:26

16:20

Agrigento 2025, il conto salato: un deputato di FdI e i vertici della cultura sotto inchiesta

Calogero “Lillo” Pisano

Seguici su

Una lista di costi dalle cifre rotonde, un cachet che cresce senza un apparente perché, una fattura che spunta quando i riflettori si sono già spenti. È dentro questi dettagli che gli inquirenti ritengono di aver scorto un filo rosso. La Procura della Repubblica di Agrigento ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a cinque persone per ipotesi di truffa aggravata e peculato. La notizia, rilanciata dal sito Agrigento Oggi, ha scosso la città dei Templi proprio mentre ancora si consumano gli strascichi dell'anno da Capitale Italiana della Cultura (anche se l'indagine si riferisce a fatti del 2022).

Tra gli indagati spicca il deputato nazionale Calogero "Lillo" Pisano, eletto con il centrodestra nelle file di Fratelli d'Italia e figura di peso nello scacchiere politico locale. Con lui risultano coinvolti Fabrizio La Gaipa, amministratore delegato del Distretto Turistico Valle dei Templi, Salvatore Prestia, direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello, e due esponenti del tessuto associativo locale, Calogero Casucci e Laura Cozzo. L'atto, notificato ogg, non equivale a colpevolezza: segna la fine della fase investigativa e apre agli indagati la possibilità di articolare le proprie difese prima delle decisioni sull'eventuale rinvio a giudizio.

Il quadro accusatorio ruota attorno a spese ritenute artificialmente lievitate per eventi legati alla promozione culturale e turistica della città. La truffa aggravata ipotizzata riguarderebbe l'uso di artifici per ottenere pagamenti non dovuti, con aggravanti legate al danno per l'ente pubblico. Il peculato, invece, attiene all'appropriazione o distrazione di denaro da parte di chi ne aveva il possesso per ragioni d'ufficio. I dettagli puntuali — importi, voci di spesa contestate, procedure — emergeranno nelle eventuali richieste dei pm o nelle memorie difensive.

La scelta di attenzionare figure apicali del Teatro Pirandello e del Distretto Turistico non è casuale. La Fondazione ha ospitato l'inaugurazione ufficiale di Agrigento Capitale della Cultura il 18 gennaio 2025, alla presenza del Presidente della Repubblica, e ha curato stagioni e progetti che si intrecciavano con l'anno di vetrina nazionale. Il Distretto, da oltre un decennio snodo tra pubblico e privato nella promozione dell'area, ha avuto un ruolo operativo cruciale nell'intercettare risorse e programmare eventi. Il nome di Pisano, già balzato più volte alle cronache per controversie politiche, aggiunge un inevitabile risvolto partitico a una vicenda nata come giudiziaria.

L'indagine arriva in un clima già elettrico. Tra fine 2024 e 2025 la gestione dell'anno da Capitale era finita sotto i riflettori della Corte dei conti, che aveva avviato approfondimenti sulla destinazione delle risorse invocando maggiore trasparenza. Anche “La Sicilia” come tante altre testate nazionali e locali, ha raccontato criticità nella programmazione, episodi logistici imbarazzanti e il rischio di un eccesso di spoil system nelle nomine chiave. Perfino le infiltrazioni d'acqua al Teatro Pirandello, riparate in extremis prima della visita presidenziale, erano diventate il simbolo di un sistema sotto stress. Su questo sfondo, l'ipotesi di spese gonfiate trova un'eco amplificata nell'opinione pubblica.

Vetrina oscurata

Al di là dell'esito penale, le conseguenze potenziali sono concrete. Sul piano reputazionale, Agrigento rischia di vedere oscurata la straordinaria vetrina del 2025 da una nuova ondata di sfiducia verso la gestione del denaro pubblico. Sul piano finanziario, eventuali contestazioni fondate potrebbero attivare richieste di restituzione di fondi e ripercussioni su finanziamenti futuri. Sul piano istituzionale, il caso potrebbe spingere verso riassetti nella governance della Fondazione Teatro Pirandello e del Distretto Turistico.

Dopo la notifica dell'avviso di conclusione indagini, la difesa degli indagati potrà chiedere di essere sentita dai pm, depositare memorie e documenti, o sollecitare indagini integrative. Esaurita questa fase, la Procura deciderà se presentare la richiesta di rinvio a giudizio al Gup o archiviare. Fino a sentenza definitiva, tutti gli indagati sono da considerarsi non colpevoli.

Nel frattempo, la città dei Templi attende. E questa volta non per un festival o un cartellone: attende conti chiari.