il blitz
Sicurezza zero e sfruttamento dei lavoratori: l'Ispettorato smaschera i "furbetti": raffica di sospensioni e multe
Scoperti lavoro nero, cantieri killer, ditte fantasma e "telecamere spia" illegali
Una settimana di controlli a tappeto, dal capoluogo ai centri della provincia, ha portato a galla uno spaccato inquietante di illegalità diffusa. Tra il 18 e il 27 marzo, gli ispettori del Contingente INL Sicilia hanno passato al setaccio cantieri edili, panifici e locali pubblici, sollevando il velo su un sistema fatto di sfruttamento, gravi carenze sulla sicurezza e violazioni della privacy. Il bilancio è pesante: sei lavoratori "fantasma", attività sospese e una pioggia di sanzioni che superano diverse decine di migliaia di euro.
Cantieri della paura: ditte senza patente e operai nel vuoto
Il settore dell’edilizia si conferma il fronte più critico. Su quattro cantieri ispezionati, nessuno è risultato in regola. In una delle aree di lavoro, gli ispettori hanno scoperto una ditta che operava in totale spregio delle norme: priva della "patente a crediti" e senza il Piano Operativo di Sicurezza (POS). L’impresa è stata immediatamente allontanata e sospesa, mentre il committente è finito nei guai per non aver verificato i requisiti. In quello stesso cantiere, l'unica forza lavoro presente era un operaio in nero, impiegato senza alcuna sorveglianza sanitaria.
Negli altri tre cantieri, lo scenario non è stato migliore: ponteggi irregolari e andatoie precarie hanno fatto scattare prescrizioni immediate e pesanti ammende, evidenziando un rischio costante per la vita dei lavoratori impegnati in quota.
Pane e illegalità: forni sospesi per gravi rischi
Nemmeno il settore della panificazione è rimasto immune dal blitz. In un forno della provincia, gli ispettori hanno trovato una situazione di "fuorilegge" totale: un lavoratore su due era in nero e il titolare non aveva mai redatto il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). L'attività è stata sigillata e sospesa sia per il lavoro sommerso che per le gravissime carenze in materia di salute e sicurezza. Al titolare è stato presentato un "conto" salatissimo: tra maxisanzioni e ammende, la cifra sfiora gli 11.000 euro.
Movida e "Grande Fratello": bar e pasticcerie sotto scacco
L’operazione si è conclusa con il controllo di cinque pubblici esercizi, dove è emerso un vizio diffuso: l'installazione di impianti di videosorveglianza illegittimi. In due pasticcerie e due bar, le telecamere spiavano i dipendenti senza alcuna autorizzazione, portando al sequestro virtuale degli impianti e a sanzioni per violazione dello Statuto dei Lavoratori.
Il caso più eclatante, però, riguarda un bar-pasticceria della zona: qui il lavoro nero era la regola, non l'eccezione. Su cinque dipendenti presenti, ben quattro erano totalmente sconosciuti allo Stato. Un abuso che ha fatto scattare l'immediata sospensione dell'attività e una maxisanzione record da oltre 23.000 euro, a cui si aggiungono ulteriori ammende per irregolarità amministrative.
L'offensiva dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro segna un punto fermo nella lotta allo sfruttamento ad Agrigento, confermando che dietro la facciata di molte attività si nasconde spesso un ecosistema di irregolarità che mette a rischio non solo l'economia legale, ma la vita stessa di chi lavora.