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31 marzo 2026 - Aggiornato alle 00:24
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i sigilli

Guerra al gioco illegale: il questore chiude una sala scommesse abusiva

L'attività operava senza licenza di Ps e fungeva da terminale per una società straniera priva di concessione dello Stato

30 Marzo 2026, 16:48

16:50

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Tommaso Palumbo, questore di Agrigento

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Un colpo secco al mercato del gioco illegale. La Questura di Agrigento ha alzato il muro della legalità nel cuore di Ribera, ordinando la cessazione immediata di un centro scommesse che operava totalmente nell'ombra, privo delle autorizzazioni statali e dei necessari titoli di polizia. Il provvedimento, firmato dal questore della provincia di Agrigento, Tommaso Palumbo, è l’epilogo di un’operazione chirurgica condotta dai carabinieri della Tenenza di Ribera in stretta sinergia con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Scommesse senza regole: il meccanismo del "bookmaker fantasma"

Durante il controllo, i militari e gli ispettori dell'ADM hanno scoperchiato una realtà parallela: l'esercizio non solo operava senza la prescritta licenza di pubblica sicurezza (ex art. 88 del TULPS), ma fungeva da terminale per una società di scommesse straniera priva di qualsiasi concessione dello Stato Italiano. In sostanza, un flusso di denaro che viaggiava fuori dai radar del fisco e delle tutele di legge, alimentando il circuito dell'azzardo non autorizzato.

Tolleranza zero per l'abusivismo

L'ordine di chiusura non è solo un atto burocratico, ma una precisa scelta di campo dell'Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza. Utilizzando i poteri conferiti dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il Questore ha inteso ripristinare la legalità violata, colpendo un'attività che, operando fuori controllo, rappresentava un potenziale pericolo per l'ordine pubblico e per la sicurezza degli stessi avventori.

L'operazione di Ribera conferma l'attenzione altissima delle forze dell'ordine sul fenomeno delle scommesse clandestine, un settore spesso contiguo a dinamiche criminali più complesse, dove la mancanza di autorizzazioni statali si traduce in una totale assenza di garanzie per i cittadini.