English Version Translated by Ai
30 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:32
×

l'inchiesta

I soldi della cultura e del turismo come un bancomat privato: tutte le accuse al deputato Pisano e alla sua "cricca"

La Procura di Agrigento ha iscritto diverse persone sul registro degli indagati. Il caso dei fondi della Fondazione Teatro Pirandello finiti all'associazione della moglie del direttore generale e la cresta sul concerto di Achille Lauro

30 Marzo 2026, 18:39

20:58

I soldi della cultura e del turismo come un bancomat privato: tutte le accuse al deputato Pisano e alla sua "cricca"

Seguici su

Un vero e proprio terremoto giudiziario si è abbattuto sul mondo che gestisce i fondi del turismo ad Agrigento e alla corrente “turistica” agrigentina di Fratelli d’Italia.

La Procura della Repubblica di Agrigento, guidata dal procuratore Giovanni di Leo con una inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Elettra Consoli, ha notificato una informazione di garanzia a cinque persone tra cui il deputato nazionale di Fratelli d’Italia Calogero Pisano e al presidente del Distretto Turistico di Agrigento Fabrizio La Gaipa e il direttore del Teatro Pirandello Salvatore Prestia.

Secondo l’ipotesi accusatoria è stato scoperchiato un ramificato sistema di malaffare che faceva sì che fondi pubblici per centinaia di migliaia di euro fossero dirottati attraverso fatture gonfiate, associazioni di comodo e finanziamenti elettorali occulti, nelle tasche della mondo che ruota attorno a Calogero Lillo Pisano, deputato eletto con Fratelli d’Italia e da poco riammesso nel partito dopo l’espulsione per alcuni post sui social che inneggiavano a Hitler. Nonostante tutto però in questi cinque anni è stato il politico che ha messo bocca e mani su tutto ciò che ha riguardato gli spettacoli ad Agrigento, reduce dalla disastrosa esperienza di Capitale italiana della cultura. L’inchiesta delinea un quadro accusatorio di eccezionale gravità. I reati contestati a vario titolo ai sei indagati vanno dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, al peculato, fino alla violazione delle leggi sul finanziamento ai partiti e ai politici. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati oltre che a Pisano, La Gaipa e Presti, anche ad Antonino Migliaccio, autista e – per l’accusa – prestanome di Pisano in alcune associazioni, Laura Cozzo, moglie di Prestia e titolare di diverse associazioni culturali e Calogero Casucci, rappresentante legale di un’altra associazione.

I protagonisti dell'Inchiesta: la rete attorno a Calogero Pisano

Il personaggio principale e vero e proprio "motore" istituzionale del presunto sodalizio criminale è Calogero Pisano, Lillo per gli amici e Poldo per chi non lo ama del tutto. Ha 45 anni e ha costruito la sua ascesa politica occupando ruoli strategici nella macchina amministrativa siciliana grazie anche alla sua adesione sia dalla prima ora a Fratelli d'Italia. E infatti dal marzo del 2018 al maggio del 2022 ha ricoperto il delicatissimo incarico di funzionario e poi di vice capo di gabinetto vicario dell’allora assessore regionale al Turismo Manlio Messina, mentre nel 2019 è stato anche il rappresentante dell'Assessorato nel Comitato Agrigento 2020 per la candidatura della città a Capitale Italiana della Cultura, culminando la sua carriera con l'elezione a deputato nazionale nell'ottobre del 2022, con l’espulsione da FdI, rientrata nelle scorse settimane, dopo alcuni post in cui inneggiava sui social al Nazismo. Post dei quali si è scusato ma che gli costarono l’espulsione dal gruppo di FdI tanto da transitare nel movimento Noi Moderati.

(nella foto qui sopra Salvatore Prestia)

Attorno alla figura di Pisano, la Procura disegna una cerchia di fedelissimi e di colletti bianchi inseriti nelle istituzioni culturali agrigentine. Innanzitutto Salvatore Prestia, 53 anni, direttore generale della Fondazione Teatro Luigi Pirandello dal novembre 2021 e vero e proprio dominus finanziario di una miriade di associazioni culturali ("Carosello", "Segnali", "Progetti Eventi", "Kerkent Eventi"). Poi c’è Fabrizio La Gaipa, 51 anni, che dal febbraio del 2020 è amministratore del "Distretto Turistico Valle dei Templi", ente strategico per lo sviluppo turistico partecipato da soggetti pubblici tra cui il Comune di Agrigento. L’altro è appunto Calogero Casucci, solo 24 anni, rappresentante legale dell'ASD Team Akragas Bike. Un’altra figura chiave è Antonio Mauro Migliaccio, autista e amico personale di Pisano, nonché – secondo i pm - prestanome e rappresentante legale di associazioni usate nel sistema. Laura Cozzo, 46 anni, è invece la moglie di Salvatore Prestia e legale rappresentante dell'Associazione Culturale Carosello.

Il "Sistema Pisano": le accuse di truffa aggravata


Il primo e più corposo capo d'imputazione riguarda una presunta colossale truffa ai danni della Regione Siciliana e del Comune di Agrigento e riguarda le festività natalizie del 2022. I magistrati accusano gli indagati di aver presentato ben tre progetti di intrattenimento praticamente identici e sovrapposti, al solo fine di moltiplicare illecitamente i contributi pubblici.

I programmi, battezzati fantasiosamente “destinazione Agrigento-costa del mito-natale 2022” (presentato da La Gaipa), “Xenia Akragantos 2022” (presentato da Prestia alla Regione) e “Natale 2022-destinazione Agrigento” (presentato sempre da Prestia al Comune), facevano – dicono i pm - in realtà riferimento al medesimo complesso di eventi. Attraverso questo stratagemma, il gruppo avrebbe richiesto la cifra di 602.000 euro (di cui 400.000 per il Distretto e 202.000 per la Fondazione Teatro Pirandello), accollati al 50% alla Regione e al 50% al Comune. La Procura calcola che il gruppo abbia incassato un ingiusto profitto di almeno 300 mila euro, rendicontando spese in modo fittizio e generico.

In questo meccanismo, il ruolo di Lillo Pisano sarebbe determinante. Sfruttando la sua profonda conoscenza dei funzionari dell’assessorato regionale al Turismo e delle procedure di erogazione, il deputato avrebbe favorito e gestito “a distanza” lo stanziamento dei fondi, pilotando l'avvio delle istanze di finanziamento e neutralizzando i controlli sulla rendicontazione. Il suo autista personale, Antonio Mauro Migliaccio, avrebbe operato come “postino” e braccio operativo: raccoglieva cioè la documentazione preparata da Prestia e Casucci, la portava fisicamente negli uffici dell'Assessorato a Palermo e trasmetteva ai complici i messaggi e le direttive impartite direttamente dal deputato.

La frode del concerto di Achille Lauro

L'esempio più eclatante riportato nel provvedimento della Procura di Agrigento riguarda il concerto di Achille Lauro del 31 dicembre 2022. Per giustificare le uscite, gli indagati avrebbero allegato fatture palesemente prive di tracciabilità, come quella emessa a gennaio 2023 dalla società “Punto e capo srl” per 196.900 euro, o quella della “Celauro ambiente srls” per quasi 4.000 euro relativi al noleggio di 34 bagni chimici mobili destinati all'evento. Casucci invece aveva incamerato un budget di 110.000 euro tramite la sua associazione ciclistica, somma che non è mai stata realmente rendicontata e che è svanita nel nulla in concorso – secondo l’accusa - con Prestia e La Gaipa.

(Fabrizio La Gaipa)

I fondi pubblici trattati come denaro privato

Un’altra accusa è quella del peculato in concorso. In questo caso, le posizioni di Fabrizio La Gaipa e Salvatore Prestia sono centrali, perché agivano nella veste di “incaricati di pubblico servizio” in virtù dei loro ruoli al Distretto Turistico e alla Fondazione Teatro Luigi Pirandello. Avendo la disponibilità materiale e contabile di ingenti flussi di denaro pubblico provenienti dal Comune di Agrigento e dalla Regione, invece di destinarli agli scopi istituzionali di promozione culturale e turistica, i due avrebbero sistematicamente drenato i fondi verso le associazioni "scatola vuota". Il meccanismo era tanto semplice quanto spregiudicato. Il denaro veniva trasferito dalla Fondazione o dal Distretto Turistico verso i conti correnti di associazioni come la "Carosello" (guidata incredibilmente dalla moglie di Prestia, Laura Cozzo), la "Segnali", la "Kerkent Eventi" e la "Acamante". Sebbene formalmente intestate a soggetti diversi come Casucci o Migliaccio, secondo i pm erano di fatto gestite da Salvatore Prestia. Una volta giunti sui conti di queste associazioni senza scopo di lucro, i fondi venivano spartiti: anche in totale assenza di documentazione giustificativa, gli indagati procedevano a prelevare massicce dosi di denaro contante o a deviare le somme direttamente sui conti personali o su carte di pagamento. La Procura stima che attraverso questo sistema siano stati sottratti fondi pubblici per un ammontare "non inferiore a 300 mila euro". Anche in questo filone di peculato risultano indagati Pisano e il suo fido autista Migliaccio, accusati di aver partecipato attivamente approfittando dell'appropriazione indebita orchestrata dai vertici degli enti teatrali e turistici.

Il finanziamento occulto a Pisano

Oltre alle contestazioni di truffa e peculato, che delineano un meccanismo predatorio ai danni della collettività, c'è un terzo addebito che ne chiarirebbe la matrice politica e, secondo gli inquirenti, stringerebbe il cerchio attorno al deputato Calogero Pisano: il finanziamento illecito a parlamentari.

Gli investigatori hanno passato al setaccio le movimentazioni bancarie dell'estate 2022, alla vigilia delle politiche del 25 settembre. Il 5 agosto di quell'anno, in piena campagna elettorale, Pisano riceve sul conto personale due bonifici per complessivi 30mila euro: 20mila da Salvatore Prestia e 10mila dalla moglie, Laura Cozzo. La causale indicata nei versamenti è "prestito personale".

Le verifiche economico-finanziarie della Guardia di Finanza e della Polizia di Agrigento, titolari degli accertamenti, avrebbero però appurato che quei 30mila euro non provenivano da risparmi di famiglia, bensì da fondi riconducibili ad associazioni culturali senza scopo di lucro, a loro volta alimentati illecitamente da erogazioni della Regione e della Fondazione Teatro Pirandello.

Denaro pubblico destinato alla promozione turistica della Valle dei Templi e alla programmazione teatrale, convogliato verso associazioni di comodo, trasformato in un presunto "prestito" e riversato direttamente nella campagna elettorale di Pisano. Una volta eletto, il parlamentare non avrebbe dichiarato tali contributi alla Camera, circostanza che, per la magistratura, rafforza l'ipotesi di finanziamento illecito.