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30 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:49
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L'assalto alle isole Egadi, stop a nuove concessioni edilizie e demaniali: la richiesta del comitato civico

L’allarme è elevato: secondo il Comitato "Salviamo lo Stornello", senza interventi immediati si rischia un vero e proprio collasso ecosistemico

30 Marzo 2026, 18:49

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Un arcipelago delicato, sospeso tra meraviglie naturali e la crescente pressione del turismo e dell’edilizia. Alle Egadi l’allarme è elevato: secondo il Comitato "Salviamo lo Stornello", senza interventi immediati si rischia un vero e proprio collasso ecosistemico. Il sodalizio, nato per proteggere fauna, litorali e biodiversità locali, invoca una moratoria urgente sul rilascio di nuove concessioni edilizie e demaniali, con l’obiettivo di bloccare ogni iniziativa potenzialmente lesiva dell’equilibrio ambientale dell’arcipelago.

La richiesta, sottoscritta da sedici cittadini per conto dell’intera adesione al Comitato, è stata trasmessa, tra gli altri, al sindaco di Favignana e agli assessori regionali Giusy Savarino e Francesco Paolo Scarpinato. Il fine dichiarato è preservare coste, habitat e qualità della vita dei residenti in attesa dell’adozione dei nuovi strumenti di pianificazione: il Piano Urbanistico Generale (Pug) e il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (Pudm).

Secondo l’organizzazione, è in atto una pressione senza precedenti per l’apertura di nuove strutture turistiche e ricettive, soprattutto in tratti costieri particolarmente sensibili. Diverse istanze di concessione demaniale riguardano aree come Cala Rotonda, Pirreca, contrada Torretta, Punta Marsala e Costiera di Mezzogiorno: molte sono già state presentate o risultano in corso di valutazione.

“Nonostante il territorio sia sottoposto a regimi di tutela rigorosi, inclusi i siti della Rete Natura 2000 e le prescrizioni del Piano Paesaggistico Regionale, si sta consolidando una prassi di silenzio-assenso”, spiegano dal Comitato, denunciando l’inerzia della Soprintendenza ai Beni Culturali, dell’Asp e dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente.

Un nodo cruciale riguarda il ruolo dell’Area Marina Protetta delle Egadi: la normativa prevede che ogni autorizzazione in aree tutelate sia subordinata al parere vincolante dell’Amp, chiamata a verificare la compatibilità delle attività con gli obiettivi di salvaguardia. Tuttavia, sottolinea il Comitato, questo parere spesso non viene acquisito, rendendo molte autorizzazioni potenzialmente illegittime.

A ciò si aggiunge il ricorso distorto alla stagionalità: strutture autorizzate come temporanee restano montate per l’intero anno, trasformandosi di fatto in manufatti stabili. Una prassi che impedisce il naturale ripristino dei luoghi, altera il paesaggio, compromette gli habitat e sottrae porzioni di litorale alla fruizione collettiva.

Non manca infine la criticità legata alla sicurezza: numerose attività si estendono in zone non idonee alla balneazione o richiedono l’attraversamento di strade provinciali o comunali, aggravando l’impatto ambientale e i rischi per residenti e visitatori.