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30 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:49
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l'intervento

Riposto, addio al "cimitero" dei pontili: inizia finalmente la bonifica del primo bacino del porto

Dopo il dissequestro dell’area, l’impresa ha avviato la perimetrazione del cantiere per la bonifica dell’area portuale. I manufatti saranno trasferiti in un terreno comunale

30 Marzo 2026, 18:59

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Riposto, addio al "cimitero" dei pontili

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A quasi un mese dalla consegna formale dei lavori e dal fondamentale dissequestro temporaneo delle aree, ieri hanno preso ufficialmente il via gli interventi di bonifica del primo bacino di Riposto. Un'operazione attesa da tempo che punta a restituire decoro e funzionalità al principale waterfront della costa ionica. L'intervento in questione, reso possibile grazie a un finanziamento dell'assessorato regionale alle Infrastrutture superiore ai 300mila euro, segna la fine di un lungo periodo di stallo per lo scalo ripostese che si affaccia sulla centralissima via Falcone, a pochi metri dall'area mercatale ittica.

Le preliminari operazioni entrate nel vivo ieri hanno visto l'impresa aggiudicataria impegnata nella perimetrazione del cantiere che ingloba un gigantesco piazzale - nel quale si concentrano una serie di infrastrutture degradate - e la banchina lungo la quale sono disseminati fingers e vecchi pontili. Si tratta di un passaggio propedeutico a una fase complessa: la rimozione e il trasferimento - mediante mezzi adibiti al trasporto eccezionale - di quattro pontili galleggianti e 36 finger che, ormai dismessi e ridotti a "opere morte", occupavano gran parte degli spazi portuali esterni.

I manufatti verranno stoccati temporaneamente in un'area specifica, opportunamente adeguata alla sua nuova destinazione d'uso: un terreno che ricade nel territorio di Archi, alla periferia di Riposto, individuato dal Comune e indicato alla Capitaneria di porto che sta monitorando tutte le operazioni in corso. Una volta effettuata la bonifica è opportuno comprendere poi l'eventualità, dopo il dissequestro dell'area del primo bacino, di rendere fruibile l'area portuale in favore del comparto pesca, per la quale però occorre ripristinare l'impianto elettrico, per garantire illuminazione e potenza in particolare alla banchina (circa 400 mq) e i due bracci del primo molo; adeguamento dell'impianto idrico.

Non meno importante anche la messa a norma del sistema antincendio, attraverso la collocazione di impianti mobili a servizio dell'area portuale. L'auspicio è che i lavori programmati dalla Regione procedano spediti, seguendo la tabella di marcia, trasformando quello che per lunghi anni è stato trasformato in un poco edificante deposito di infrastrutture fatiscenti in un volano economico per l'intero hinterland.