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Mazzata per la Sicilia dal Ministero della Salute che boccia la rete ospedaliera: errori nei posti letto e nelle codifiche

Sindacati e opposizioni insorgono: "fallimentare la gestione Faraoni-Iacolino"

31 Marzo 2026, 12:26

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Mazzata per la Sicilia dal Ministero della Salute che boccia la rete ospedaliera: errori nei posti letto e nelle codifiche

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Il ministero della Salute bacchetta la Sicilia e boccia la riorganizzazione della rete ospedaliera nell'Isola che presenterebbe «numerosi disallineamenti e incongruenze, tali da non consentire di procedere a una corretta e compiuta istruttoria per la valutazione».

Un quadro di anomalie che, secondo il dicastero, rende di fatto impossibile una valutazione compiuta della rimodulazione proposta dall’Isola. Nel dettaglio, il Dipartimento ministeriale della Programmazione del SSN segnala criticità nella tabella C relativa ai posti letto e nella codifica e configurazione delle strutture ospedaliere. Tra le irregolarità evidenziate figurano i posti letto «da attivare» riportati con valore negativo, l’assenza del corretto codice di riferimento per la psichiatria e, nel caso della struttura messinese di Casazza, la totale mancanza di codificazione. Ancora più grave la presenza di posti letto non riconducibili ad alcuna unità operativa, con segnalazioni specifiche per il “Giovanni Di Dio” di Agrigento, il “Piemonte” di Messina e l’ospedale “Giglio” di Cefalù.

«Si tratta di osservazioni tecniche ed endoprocedimentali che aspettavamo», sottolinea in una nota l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni. D’altronde, ho già ribadito in tutte le sedi istituzionali in cui abbiamo presentato la proposta che, a seguito della trasmissione del documento, ci sarebbe stato un inevitabile confronto con i ministeri affiancanti, consapevoli che in alcuni casi, per preservare una rete ospedaliera in grado di servire le comunità anche più difficili da raggiungere, non era possibile rispettare i parametri offerti dal DM 70.

«Talvolta – aggiunge Faraoni – si dimentica che le altre Regioni italiane oltre i loro confini trovano altre Regioni con territori altrettanto organizzati che possono offrire i loro servizi ai cittadini che abitano in zone limitrofe: in Sicilia, oltre i nostri confini, abbiamo il mare. Pertanto nel rispetto del dialogo aperto con questa nota, al di là dei toni perentori usuali in quelle sedi, procederemo a ribadire bisogni differenti e situazioni diverse da quelle previste dal DM 70. Per il resto – conclude l'assessore – apporteremo i correttivi, che sono quasi tutti tecnici, la cui richiesta non è affatto una bocciatura, definizione che non possiamo certo rimettere al giudizio di una testata giornalistica».

Insorgono sindacati e opposizioni a cominciare dal segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino.

«Non eravamo Cassandre quando in più occasioni e con documenti presentati al governo e alla stampa elencavamo le criticità del piano della rete ospedaliera, prevedendo che il ministero l’avrebbe bocciato. Ci è stato detto che le nostre posizioni erano strumentali, adesso l’assessora Faraoni dovrebbe chiedere scusa alla Cgil e ai siciliani e trarre le conseguenze di un’azione politica dissennata e deleteria, lasciando la guida dell’assessorato». 
«Il fatto concreto - aggiunge Mannino - è che si sono persi 7 mesi e che nel frattempo il sistema sanitario pubblico regionale è

sempre più allo sfascio. Quando, con intenti di supporto per il rilancio della sanità e non certo strumentali o terroristici, abbiamo proposto le nostre critiche e osservazioni, rilanciandole per ultimo il 4 marzo, ci siamo trovati davanti a un governo che ha tirato dritto su una strada costellata da scandali e malaffare. Abbiamo più volte denunciato il fallimento della gestione Faraoni-Iacolino - sottolinea Mannino - la bocciatura del ministero aggiunge ora un ulteriore tassello a questa evidenza. È chiaro che la situazione è fuori controllo, che il governo regionale fa acqua da tutte le parti e che il presidente Schifani - conclude il segretario della Cgil - non può fare finta di niente o scaricare le responsabilità».

«La bocciatura della rete ospedaliera da parte del ministero della Salute è l’ennesimo tonfo del governo Schifani e della sua maggioranza di centrodestra che ormai fanno parlare di sé solo per due argomenti: fallimenti politici e indagini giudiziarie», dice Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars. «Altro che diritto alla salute - prosegue Catanzaro - questo centrodestra utilizza la sanità pubblica in Sicilia per tutto, tranne che per assistere i cittadini. Probabilmente il presidente Schifani non si rende conto di sprofondare ogni giorno di più, il guaio è che sta trascinando sempre più giù la Sicilia».

“Apprendiamo dalla stampa che Roma ha bocciato la nuova rete ospedaliera siciliana disegnata dal governo Schifani. La cosa non ci meraviglia affatto, anzi. Abbiamo detto in tutte le sedi e in tutte le salse che era nulla più di un pessimo restyling di quella vecchia. Quello che ci amareggia, oltre all'ennesimo danno cagionato ai siciliani, è che la commissione sanità dell'Ars debba apprendere queste notizie dalla stampa, visto che l'assessorato alla Sanità si è guardato bene dall’informarci della bocciatura ministeriale, come si era guardato bene dall'informarci dei rilievi che, deduciamo, saranno stati fatti in precedenza. È questo l'ennesimo fallimento del governo Schifani che finora ha collezionato solo disastri in serie su tutti i fronti. Quando andranno a casa sarà sempre troppo tardi”, affermano il capogruppo M5S all'Ars Antonio De Luca e il deputato Carlo Gilistro entrambi componenti della VI commissione di Palazzo dei Normanni.