Voto di scambio
Processo a Naso e Comis, tra eccezioni e richieste tutto rinviato al 5 maggio
Prima udienza con giudizio immediato al Tribunale etneo per l'ex sindaco e l'ex assessore di Paternò coinvolti nell'inchiesta antimafia Athena
Ogni decisione è stata rinviata al prossimo 5 maggio. La prima udienza del processo con giudizio immediato, apertosi stamattina, davanti la Prima sezione del Tribunale di Catania (presidente il giudice Riccardo Pivetti), è durata mezz'ora circa, tempo necessario per le parti per definire alcune questioni preliminari al procedimento penale. Imputati l'ex sindaco di Paternò, Nino Naso, e l'ex assessore Turi Comis, accusati di voto di scambio politico-mafioso.
In udienza si è presentato il Codacons che ha avanzato richiesta di costituirsi parte civile nel procedimento a carico dei due imputati. La seconda eccezione, invece, porta la firma del pubblico ministero Alessandra Tasciotti che ha chiesto di unificare in un unico procedimento, questo processo con l'altro, con rito ordinario, in corso davanti la Terza sezione del Tribunale catanese.
Entrambi i procedimenti sono il frutto dell'operazione antimafia “Athena”, condotta a Paternò dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della locale Compagnia, nell'aprile del 2024. L'inchiesta, nata per far luce sui presunti interessi della mafia su alcune aste giudiziarie ha, a margine, coinvolto anche gli ex amministratori Nino Naso, Turi Comis e Piero Cirino, quest'ultimo assessore nella prima Giunta Naso.
Relativamente al voto di scambio politico-mafioso, nel mirino degli investigatori sono finite le elezioni amministrative del 2022, con la Procura che ha accusato i tre imputati di aver stretto legami con la criminalità organizzata, in particolare con il clan dei Morabito-Rapisarda, in cambio di voti. L'attenzione si è in particolare concentrata sull'assunzione a tempo determinato di due persone, ritenute vicine al clan dei Morabito-Rapisarda, all'interno della società che in città si occupa del servizio rifiuti.
I legali di Naso e Comis, gli avvocati Mario Brancato e Salvatore Liotta (per Comis), Maria Licata e il professore Vincenzo Maiello (per Naso), stamattina hanno dato parere negativo per le due richieste. Per quanto riguarda il Codacons il diniego è legato al fatto che l'atto è ritenuto non legittimo visto che si riferisce ad altri reati (quello di turbativa d'asta) rispetto a quanto contestato agli imputati; per quanto riguarda, invece, l'unificazione dei procedimenti, è stato evidenziato come il processo in ordinario è in fase avanzata (è già stata presentata perizia di trascrizione delle intercettazioni telefoniche), rispetto al processo con giudizio immediato.
I difensori degli imputati presenteranno memorie scritte.