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1 aprile 2026 - Aggiornato alle 10:09
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I nodi della Foss

Sinfonica, lavori in vista e tanti dubbi: spunta l'ipotesi trasloco all'Astoria

Si complica il trasferimento della Fondazione dalla Regione al Comune, chiesto il passaggio del dossier in commissione all'Ars. Interrogazione consiliare sull'affitto dell'ex sala cinematografica

01 Aprile 2026, 07:00

Sinfonica, lavori in vista e tanti dubbi: spunta l'ipotesi trasloco all'Astoria

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La Foss non sa (più) di chi è figlia ma cerca già casa, per i lavori imminenti su prospetto e copertura del Teatro Politeama. Quei lavori anti-infiltrazioni chiamati a salvare dal marcio le architetture di Damiani Almeyda, vagheggiati sin dal 2017, che hanno visto i costi salire da 4 milioni scarsi a 4,4 e oggi a circa sei milioni di euro e che inizieranno nei prossimi mesi.

La segnaletica della nuova casa in affitto porterebbe all’ex cinema Astoria. Più teatrale di così, non si può, la prospettiva - più che un’ipotesi - che la concitata corsa verso la modifica dello statuto della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana si intrecci con la vicenda della compravendita (sfumata per il Comune) e l’ormai più che probabile affitto da parte della - tra poco “sorella” comunale - Fondazione Teatro Massimo, dopo l’apertura delle buste che vedono la ex sala cinematografica acquistata per una circa unl milione di euro da una società che ha tra i soci l’imprenditore Dario Mirri, in smaccato vantaggio sull’unica altra offerta ammessa. Regione e Comune: un rimpallo nelle cronache, oltre che nella governance, che sulla scorta di un parere dell’avvocato capo dell’ufficio legislativo e legale di Palazzo d’Orléans, come anticipato da La Sicilia, passerebbe sotto le insegne comunali con la presidenza, de iure, consegnata al sindaco.

Così ieri, il possibile collegamento tra i due tormentoni è finito ufficialmente in un’interrogazione consiliare, sulle ceneri calde dell’audizione in commissione Cultura dell’Ars, con i dirigenti del Turismo Lucia Di Fatta e Bernardo Campo e i rappresentanti sindacali. Assenti l’ormai ex commissario straordinario della Foss, Margherita Rizza e l’assessore regionale Elvira Amata. L’interrogazione di Giulia Argiroffi e Ugo Forello di Oso, in sintonia con i dubbi che ormai serpeggiano trasversalmente anche all’Ars, chiede «se l’annunciata decisione di trasferire la competenza dalla Regione al Comune sia motivata da reali esigenze di interesse pubblico, o se sia stata determinata principalmente per legittimare l’affitto dell’ex Cinema Astoria da parte della Fondazione Teatro Massimo, alla luce della contemporanea istituzione della Fondazione Teatro Politeama, e del fatto che entrambe condivideranno come presidente il sindaco, in un iter frettoloso e discutibile». Intanto, lo statuto cambiato è già alle porte di sala Martorana, ma lo stop è più che un rischio: la deputata M5s Roberta Schillaci ha annunciato in commissione una proposta di risoluzione per riportare tutto nell’alveo parlamentare, «per sospendere una procedura frettolosa - dice - innescata da un parere dell’avvocato capo sulle norme del 1996 con le quali si giustifica il passaggio, in contrasto con altri tre avvisi espressi tra 2002 e 2022, dei quali uno firmato dallo stesso avvocato. Il trasferimento non è supportato da un obbligo di legge». In commissione anche l’ansia dei lavoratori: «Il presidente Fabrizio Ferrara - commenta Ignazio Di Franco, rsa di Cgil - ha promesso di riconvocarci in tempi brevi. Ma le preoccupazioni restano, assieme a tutti i nodi della nostra vertenza».