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1 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:24
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macabri ritrovamenti

Giallo a Porto N'toni: osso di 33 cm sulla spiaggia e salma ripescata a Punta Alaimo. La Scientifica indaga sui resti

Si teme una nuova strage di migranti. La Procura della Repubblica coordina l'inchiesta

01 Aprile 2026, 11:03

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Giallo a Porto N'toni: osso di 33 cm sulla spiaggia e salma ripescata a Punta Alaimo. La Scientifica indaga sui resti

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Un osso rinvenuto sulla battigia e un cadavere in evidente stato di saponificazione ripescato in mare. Due macabri ritrovamenti avvenuti negli ultimi giorni sulla più grande delle Pelagie.

Un isolano, in pieno giorno, ha segnalato la presenza di qualcosa di misterioso sulla spiaggia di Porto N'toni. Nella zona indicata si sono portati i carabinieri della Tenenza di Lampedusa.

Ad essere rinvenuto è stato un osso della lunghezza di 33 cm. Quindi è stata avvisata la Procura di Agrigento che, con il sostituto procuratore di turno, ha disposto il recupero e il successivo sequestro.

I rilievi e le operazioni di repertamento sono stati eseguiti dal personale della polizia Scientifica di Agrigento. L'osso sarà sottoposto adesso ad analisi biologiche.

E a circa un miglio a nord di Punta Alaimo i militari di una motovedetta della Capitaneria di porto di Lampedusa, in servizio di perlustrazione della costa, hanno rinvenuto la salma di un uomo in stato di decomposizione.

Anche in questo caso la Procura ha disposto il sequestro e tutti gli accertamenti del caso. La salma è stata portata presso la sala mortuaria del cimitero comunale di Lampedusa per essere sottoposta a successiva ispezione cadaverica.

Le indagini sono state affidate alla guardia costiera e agli agenti della squadra mobile.

L'ipotesi privilegiata è che si tratti di migranti, i cui corpi sarebbero stati “inghiottiti” dal mare e poi restituiti. Vittime di naufragi e della catastrofe causata dal passaggio del ciclone Harry, che oltre a devastare le coste siciliane, avrebbe rovesciato più imbarcazioni partite dal litorale tunisino con almeno un migliaio di persone a bordo, secondo quanto ricostruito dalle ong.

Solo di alcuni, nelle ultime settimane, il mare ha restituito i corpi: quasi venti le salme recuperate sulle spiagge di Sicilia e Calabria.

Sono state avviate nuove attività di ricerca, con pattugliamenti nello specchio acqueo dell'isola per verificare l'eventuale presenza di altri cadaveri.