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1 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:29
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L'indagine

Attività di ricerca fantasma, la frode Ue: ecco i nomi dei 23 indagati fra accademici e imprenditori

Per 17 la Procura europea aveva chiesto una misura però rigettata dal gip. Le accuse a vario titolo sono truffa, turbativa, corruzione e falso

01 Aprile 2026, 12:16

12:35

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La Procura europea ha scoperto una presunta frode ai danni dell’Ue con al centro l'Università degli Studi di Palermo. Nel registro degli indagati in 23 fra accademici, ricercatori e imprenditori (12 sono professori). Per 17 indagati i procuratori europei Gery Ferara e Amelia Luise avevano richiesto misure cautelari, ma, a distanza di un anno e tre mesi e dopo gli interrogatori preventivi, il giudice per le indagini preliminari ha respinto l’istanza, ritenendo che, pur sussistendo gravi indizi, non vi fossero esigenze cautelari in ragione del tempo trascorso dai fatti. L’ufficio del pubblico ministero europeo ha impugnato il provvedimento davanti al Tribunale del Riesame. Secondo l’ipotesi accusatoria, che contesta a vario titolo i reati di truffa aggravata, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione e falso materiale, nell’ambito del programma scientifico Bythos, finanziato con fondi comunitari, sarebbero stati rendicontati costi relativi ad attività di ricerca dei docenti e all’acquisto di attrezzature scientifiche in realtà mai sostenuti

I pm avevano chiesto l'arresto per Vincenzo Arizza (61 anni, originario di Torino ma da tempo residente a Palermo), professore ordinario e direttore del Dipartimento Stebicef (Scienze e tecnologie biologiche, chimiche e farmaceutiche) dell’Università degli Studi di Palermo e responsabile scientifico del progetto Bythos e del progetto Smiling; Antonio Fabbrizio (58 anni), amministratore e gestore di fatto e reale titolare della Associazione Progetto Giovani e della Associazione Più Servizi Sicilia; Alberto Di Maio (55 anni), rappresentante legale di Bioimmun S.r.l. e agente di commercio per Gesan Com S.r.l.; Mauro Cudia (53 anni), rappresentante legale della Gesan Com S.r.l. e della Gesan Production S.r.l.; Sonia Cudia (49 anni), socia e gestore, anche di fatto, della Gesan Com S.r.l.; Stefania Fanara (50 anni), rappresentante legale della Associazione Più Servizi Sicilia; Mirella Vazzana (56 anni), professore ordinario presso il Dipartimento Stebicef; Manuela Mauro (35 anni), ricercatrice presso il Dipartimento Stebicef; Lucie Branwen Hornsby (55 anni), docente a contratto presso l’Università degli Studi di Palermo e project manager e associate financial manager del Progetto Bythos; Quarto Giovanni Callea (55 anni), consulente dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e dal Distretto turistico pescaturismo e cultura del mare e del progetto Bythos; Salvatore Ditta (64 anni), rappresentante legale della Bono & Ditta S.p.A; Patrizia Diana (59 anni), professore ordinario presso il Dipartimento Stebicef  e responsabile scientifico del progetto Progema; Aiti Vizzini (54 anni), professore associato presso il Dipartimento Stebicef. Coinvolte anche alcune società: Gesan Com S.r.l.; Gesan Production S.r.l.; Bioimmun S.r.l. Unipersonale; Bono & Ditta S.p.a.

Per gli altri sei indagati non è pendente alcuna istanza di misura, la loro posizione infatti è molto marginale nella ricostruzione accusatoria. E sono Luca Vecchioni (36 anni), assegnista di ricerca presso il Dipartimento Stebicef; Daniela Carbone (34 anni), assegnista di ricerca presso il Dipartimento Stebicef; Viviana De Caro (57 anni), professore associato presso il Dipartimento Stebicef; Giuseppe Avellone (55 anni), professore associato presso il Dipartimento Stebicef; Giampaolo Badalamenti (39 anni), cultore della materia presso il Dipartimento Stebicef; Giosuè Lo Bosco (55 anni), professore associato presso il Dipartimento di Matematica ed informatica.