PALERMO
Fermato il “santone” di Gibilmanna: è indagato per maltrattamenti su minori
L’inchiesta è scattata dopo l’intervento della Procura per i minorenni del capoluogo
Su disposizione della Procura di Termini Imerese è stato fermato Mark Ravikiran Koppikar, il “santone” ritenuto a capo di una comunità di circa quindici persone insediata a Gibilmanna, nei pressi di Cefalù.
L’uomo è indagato per concorso in maltrattamenti su minori. Il provvedimento è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare.
L’inchiesta è scaturita dall’intervento della Procura per i minorenni di Palermo, che ha disposto l’allontanamento di due ragazzi dal nucleo familiare, affidandoli al nonno.
Secondo quanto emerso, i minori vivevano con i genitori all’interno del gruppo e sarebbero stati costretti a dormire in un casolare in condizioni degradate, su materassini, senza acqua né energia elettrica; non risultavano vaccinati.
Secondo la Procura, «l’attività investigativa ha consentito di delineare un contesto caratterizzato da forme di isolamento e di condizionamento psicologico, all’interno del quale i minorenni avrebbero subito condotte ritenute altamente pregiudizievoli».
Le indagini, sottolinea il procuratore facente funzioni di Termini Imerese, Concetta Federico, hanno permesso di ricostruire «un quadro indiziario grave e concordante tale da giustificare il fermo, ritenuto necessario anche in ragione del concreto pericolo di fuga e della gravità dei fatti contestati».
A Gibilmanna, a pochi chilometri da Cefalù (Palermo), un gruppo di una quindicina di persone, fra cui due bambini di 7 e 11 anni, viveva in un casolare abbandonato tra i boschi, in condizioni di estrema precarietà.
I due minori, che risiedevano con la madre — seguace del “santone” — sono stati allontanati su disposizione della magistratura minorile e trasferiti presso i nonni materni.
Koppikar è stato rintracciato e fermato in una villa presa in affitto, dove si era rifugiato. Il collettivo si era trasferito in Sicilia da alcuni mesi.
Ne fanno parte prevalentemente cittadini tedeschi, con la presenza di un paio di inglesi e di S.M., unica italiana, giovane madre dei due bambini, originaria di Cefalù e figlia di imprenditori.
Quando si trova nell’Isola, il “santone” risiede in una dimora dotata di tutti i comfort, mentre il resto della comunità vive nel casolare, senza corrente elettrica, televisione o telefoni, e senza mandare i bambini a scuola.
Nei giorni scorsi l’Ufficio inquirente di Termini Imerese aveva emesso il decreto di fermo, oggi convalidato dal gip, che ha disposto la misura cautelare.
La posizione dell’indagato è al vaglio dell’autorità giudiziaria e l’inchiesta prosegue.
