Il ritardo
Sette mesi in più per il secondo Palazzo di Giustizia
Slittano i tempi per il completamento: proroga di sette mesi per i lavori negli storici edifici di via Garibaldi, con adeguamenti tecnici, aggiornamento impianti e installazione di una cabina elettrica per la Corte d'Appello
Slittano i tempi per la realizzazione del secondo Palazzo di Giustizia e arriva una proroga di 7 mesi per il completamento dei lavori negli immobili di via Garibaldi, gli edifici storici dell’ex Banco di Roma e dell’ex Cassa di Risparmio Vittorio Emanuele, destinati a ospitare nuovi uffici giudiziari.
Il provvedimento è contenuto in una determina pubblicata dal Comune di Messina. L’appalto, avviato a ottobre 2024, avrebbe dovuto concludersi entro la fine del 2025, ma diverse esigenze tecniche e operative hanno reso necessario lo slittamento dei tempi.
La proroga è scattata in seguito a modifiche progettuali richieste in corso d’opera, anche per adeguare gli edifici agli standard di sicurezza previsti per le strutture pubbliche. A incidere sui tempi sono state anche verifiche tecniche successive alle prime fasi di intervento.
Un altro elemento che ha contribuito al rinvio riguarda l’aggiornamento degli impianti interni e la ridefinizione di alcuni ambienti, per rispondere meglio alle esigenze operative della Corte d’Appello di Messina, destinataria finale degli immobili.
Nel frattempo, Palazzo Zanca ha dato il via libera anche a un ulteriore intervento: una porzione dell’edificio sarà destinata a ospitare una cabina elettrica gestita da E-distribuzione. Una soluzione che il Comune ritiene vantaggiosa, perché consentirà una gestione più efficiente della fornitura energetica.
I lavori, dunque, proseguiranno nei prossimi mesi. L’intervento rientra in un più ampio progetto di riorganizzazione degli spazi destinati alla giustizia. L’obiettivo resta quello di consegnare alla città una struttura moderna e adeguata alle esigenze del sistema giudiziario, anche se con tempi più lunghi rispetto alle previsioni iniziali.
Il progetto del secondo Palazzo di Giustizia - di cui si discute da trenta anni, con diverse ipotesi di realizzazione prese in considerazione nel tempo e poi scartate - rappresenta un tassello importante per il riassetto degli uffici giudiziari messinesi. Nel 2021, infatti, l’allora amministrazione guidata da Cateno De Luca decise di abbandonare il progetto che prevedeva la realizzazione della cittadella della giustizia nelle aree dell’ospedale militare di viale Europa, optando invece per l’acquisto degli storici edifici di via Garibaldi ormai dismessi, a seguito di una manifestazione di interesse gestita dalla Patrimonio, società partecipata del Comune.
Ad agosto del 2023 la firma del contratto. Un’operazione costata complessiva quasi 16 milioni di euro.