la sentenza
Direttrice di banca vince il ricorso: "Trasferimento e demansionamento illegittimi"
La Cgil esulta: "Vinta battaglia sulla dignità del lavoro"
La Sezione Lavoro del Tribunale di Agrigento ha disposto l'immediato reintegro nel ruolo per la direttrice di una filiale bancaria di Canicattì, disponendo anche a suo favore il risarcimento dei danni.
La lavoratrice era stata destinataria di un trasferimento improvviso unito a un demansionamento. In pratica, la dirigente si era vista spogliare delle proprie responsabilità e della propria dignità professionale. Un "declassamento" che non ha trovato giustificazioni valide davanti ai giudici. Assistita dai legali Pietro Vizzini, Ilaria Barraco e Calogero Li Calzi, la donna ha portato l'Istituto di credito davanti al Giudice del Lavoro per denunciare la violazione dei propri diritti.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla FISAC CGIL e dalla Camera del Lavoro di Agrigento, che hanno sostenuto la battaglia della dirigente. Per Alfonso Buscemi (Segretario Generale CGIL Agrigento) ed Epifanio Mastrosimone (Fisac Cgil), la sentenza non è solo una vittoria individuale, ma un monito per l'intero settore: «Questa sentenza ristabilisce un principio fondamentale: i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori vanno rispettati senza deroghe», hanno dichiarato i segretari. «Il ricorso al giudice è stato un atto necessario per dimostrare che la legalità deve sempre prevalere sulle logiche aziendali prevaricatrici».
Alla luce della sentenza del Tribunale di Agrigento, l’Istituto di credito non solo dovrà restituire alla direttrice il ruolo che le competeva, ma dovrà anche pagare il risarcimento del danno. Una decisione che mette fine a un periodo di incertezza e restituisce alla professionista la serenità e il prestigio scalfiti da un provvedimento rivelatosi, alla prova dei fatti, del tutto nullo.