la setenza
Niente semilibertà per Leonardo Panarisi: il killer dell'artigiano Di Giacomo non lascia il carcere
Omicidio Como, la Cassazione gela l'ergastolano di Raffadali che resta in cella
Niente concessione della semilibertà per Leonardo Panarisi, 68 anni, di Raffadali, detenuto in espiazione della pena dell'ergastolo per l'omicidio a colpi di pistola di Antonio Di Giacomo, un piccolo artigiano ucciso nell'ottobre del 2009 in un monolocale a Como, nel corso di un tentativo di rapina. La Cassazione ha rigettato la richiesta, in conferma della decisione del Tribunale di sorveglianza. Trattandosi di un condannato al carcere a vita con decorrenza pena dall'ottobre di sedici anni fa, non ha ancora scontato i venti anni richiesti per l'accesso al beneficio.
Leonardo Panarisi è un personaggio ben noto alle cronache agrigentine e non solo, con trascorsi di carcere pesante. Venticinque anni fa era incappato in un “carico” di cocaina in arrivo dall'Ecuador che gli sarebbe costato parecchi anni di cella. Uscito dal carcere in anticipo grazie a un indulto si trasferì in provincia di Como.
L'omicidio di Di Giacomo scaturì da una rapina in qualche modo improvvisata: Panarisi e un complice Emanuel Capellato, avevano puntato su una partita di orologi che Di Giacomo avrebbe dovuto consegnare loro, ma gli orologi avevano un valore di gran lunga inferiore a quello atteso. E il sospetto che la vittima potesse nasconderne di altri, più preziosi, finì per innescare una discussione al culmine della quale Di Giacomo morì con due colpi di pistola alla testa.
Il raffadalese e Capellato, vennero arrestati, processati e condannati all'ergastolo. Panarisi adesso ha tentato la carta della semilibertà, ma il ricorso ritenuto «infondato» pertanto è stato rigettato.