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3 aprile 2026 - Aggiornato alle 17:51
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appello al prefetto

Carcere di Augusta, il "solito" detenuto aggredisce ancora: agente in ospedale

Poliziotto penitenziario ferito durante il rientro in cella dei detenuti. La Cisl lancia l’allarme: «Situazione esplosiva, servono interventi urgenti»

03 Aprile 2026, 15:16

15:20

Carcere di Augusta, il "solito" detenuto aggredisce ancora: agente in ospedale

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Nuovo episodio di violenza all’interno della casa di reclusione di Augusta, dove un agente della Polizia penitenziaria è stato aggredito da un detenuto, riportando una frattura scomposta al braccio. Il poliziotto è stato trasportato in ospedale: per lui una prognosi di 30 giorni.

L’aggressione si è verificata durante le operazioni di rientro in cella. Un detenuto, già protagonista di un episodio analogo due settimane fa, quando ferì un altro agente, si è rifiutato di rientrare e ha colpito violentemente il poliziotto in servizio.

L’allarme dei sindacati

«Siamo ormai allo stremo e il nostro grido di allarme resta inascoltato», denuncia Fabio D’Amico, coordinatore della FNS Cisl. «Le aggressioni sono continue e alcuni soggetti pericolosi restano in questa struttura nonostante tutto».

Carenza di organico: D’Amico sottolinea anche la carenza di organico: «Il personale è sottodimensionato e le aggressioni, con le conseguenti prognosi, riducono ulteriormente gli agenti in servizio, senza che vengano effettuate sostituzioni».

La segreteria territoriale della FNS Cisl torna a chiedere interventi urgenti per evitare che gli agenti siano costretti a operare «in condizioni di alta tensione sul piano della sicurezza», denunciando comportamenti violenti da parte di alcuni detenuti.

“Situazione esplosiva”: l’appello al Prefetto

Preoccupazione anche da parte del segretario generale della UST Cisl Ragusa Siracusa, Giovanni Migliore: «Le notizie che arrivano dal carcere di Augusta sono gravi. Questa aggressione si aggiunge a una lista troppo lunga che deve trovare un argine».

Migliore lancia un appello al Prefetto affinché intervenga, evidenziando i numeri della struttura: «Il rapporto tra personale e detenuti è inferiore alla media regionale e nazionale. Attualmente ci sono circa 600 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 339 posti».

Un sovraffollamento che, secondo il sindacato, alimenta una «situazione esplosiva», ormai trasformata in una vera e propria emergenza sul fronte della sicurezza.