L'interrogatorio
Tentato femminicidio, l'ex marito confessa: «Non mi faceva vedere mia figlia». Disposto il fermo
La donna è stata colpita con dodici coltellate. Il 56enne è stata trasferito al carcere di Piazza Lanza
«Non mi faceva vedere mia figlia. Abbiamo litigato e l'ho colpita». Giovanni Platania ha ampiamente confessato di aver accoltellato l'ex moglie nel corso dell'interrogatorio davanti al sostituto procuratore Emilia Rapisarda che si è svolto nella caserma di Piazza Verga a Catania. Con lui c'era anche il legale di fiducia, l'avvocato Fabio Presenti. L'uomo ora è stato fermato e condotto nel carcere di Piazza Lanza.
A eseguire il provvedimento emesso dalla pm e vistato dalla procuratrice aggiunta Liliana Todaro sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Catania e del nucleo operativo della Compagnia di Piazza Dante.
Le accuse sono di tentato femminicidio e porto illegale di armi od oggetti atti a offendere. «Le attività investigative hanno consentito di delineare il contesto relazionale alla base dell’episodio. In particolare, l’uomo, da poco scarcerato, non avrebbe accettato la decisione della moglie di porre fine al rapporto, comunicatigli durante la detenzione. Una volta tornato in libertà, preso atto della fermezza della scelta, avrebbe minacciato la donna fino al tragico epilogo», si legge nella nota inviata dalla procura.
Platania stato scarcerato l'otto marzo scorso - giorno della Festa della Donna - il 56enne che ieri ha accoltellato l'ex moglie a Catania. Una tragica casualità. Giovanni Platania aveva finito di scontare una condanna di 4 anni per rapina. Durante la detenzione il matrimonio era finito. Dalla relazione erano nati quattro figli, una è minorenne. Dal giorno che è tornato a piede libero ha provato a ritornare con lei. Ma la donna ha chiuso qualsiasi possibilità. Sono nate le tensioni familiari che sono culminate con il tentato femminicidio di ieri sera in via Villa Glori, davanti al bazar. La donna è stata colpita con dodici coltellate.
Platania è scappato a piedi. Ma è rimasto a Picanello. I carabinieri del Nucleo Investigativo lo hanno preso mentre si trovava nella piazza Giambattista Bertolesi con ancora gli indumenti sporchi di sangue. Le tracce ematiche sono state repertate dagli uomini della Sis, che le analizzeranno. Era nello slargo dove molti del quartiere sono soliti riunirsi. Non si è stupito quando ha visto arrivare i carabinieri.
Matteo Alborghetti, comandante dei Carabinieri della Compagnia di Piazza Dante, ha spiegato che gli “immediati approfondimenti” svolti sul luogo dell’evento “ci hanno consentito di stringere il cerchio intorno a un sospettato, in particolare all’ex marito” della vittima. Le verifiche condotte “da quando è avvenuto l’evento fino alla mattinata odierna ci hanno consentito di rintracciarlo in una piazza di Picanello”. Secondo il comandante, le operazioni sono state portate avanti “con delle ricerche serrate che hanno interessato tutto il quartiere e le zone limitrofe”. Una volta rintracciato, il soggetto è stato accompagnato presso gli uffici del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, dove “gli specialisti della sezione investigazioni scientifiche sono riusciti ad isolare delle tracce ematiche sui suoi indumenti che saranno ovviamente analizzate per poi porre il tutto a disposizione dell’autorità giudiziaria”.