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3 aprile 2026 - Aggiornato alle 21:23
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occupazione

Multiservizi, proroga al 30 giugno ma 60 lavoratori rischiano il posto

Il consigliere Coco attacca: «Il sindaco di S. Giovanni La Punta sapeva che al 31 dicembre 2025 la società si sarebbe sciolta»

03 Aprile 2026, 21:15

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Multiservizi, proroga al 30 giugno ma 60 lavoratori rischiano il posto

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La clessidra della Multiservizi Puntesi sta esaurendo i suoi ultimi granelli di sabbia, e quello che resta è un quadro desolante di incertezza e ritardi ingiustificabili. La situazione è drammatica: 60 lavoratori e le loro rispettive famiglie vivono oggi nel limbo, sospesi tra una proroga tecnica e il vuoto assoluto.

Nonostante la gravità del momento, l’Amministrazione comunale continua a muoversi per piccoli passi emergenziali. È arrivata l’ultima proroga fino al 30 giugno per lo svolgimento dei servizi essenziali, seguendo quella precedente del 30 aprile. Ma le proroghe non sono soluzioni; sono solo cerotti su una ferita profonda che rischia di andare in cancrena. Il consigliere comunale Simone Coco ha sollevato un velo di ipocrisia sulla vicenda, ricordando un dato oggettivo che inchioda i responsabili: quando la Multiservizi fu costituita, ben 18 anni fa, la sua data di scadenza era già scritta nero su bianco. «18 anni per programmare il futuro dei servizi - spiega - 18 anni per tutelare i livelli occupazionali, 18 anni per agire con lungimiranza. E invece oggi il panorama è dominato dal silenzio e dai ritardi. Non si tratta di una calamità improvvisa, ma del risultato diretto di anni di immobilismo politico».

Il dito è puntato chiaramente contro i vertici di “palazzo”. «Il sindaco Bellia, più di chiunque altro - continua il consigliere Coco - era consapevole che il 31 dicembre 2025 avrebbe segnato lo scioglimento della società. Chi governa aveva il dovere morale e istituzionale di arrivare a questo appuntamento con un piano pronto. Non l’ha fatto. Il sindaco e gli assessori non possono fare finta di nulla. Non è un’emergenza improvvisa. È inaccettabile che oggi a pagare il prezzo più alto siano i lavoratori, lasciati in un clima di totale incertezza».

«Respingo con fermezza l’idea di volere solo “sventolare” la bandiera della salvaguardia occupazionale - conclude il consigliere Coco - rivendicando un impegno concreto che si è spesso scontrato con “muri di gomma” burocratici e politici. Mentre alcuni hanno preferito disertare il confronto o restare a casa, c’è chi, come me, ha scelto la strada della responsabilità».