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4 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:31
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prevenzione

Randazzo: ora il torrente Annunziata non fa più paura, completata la prima parte della messa in sicurezza

Il corso d'acqua, tristemente noto per le violente esondazioni degli anni passati, è stato oggetto di una serie di interventi. Continua, invece, la minaccia per via Pozzo

04 Aprile 2026, 07:01

08:38

Ora il torrente Annunziata non fa più paura

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Nella cittadina medievale di Randazzo la sicurezza del territorio torna al centro dell’agenda amministrativa, con un’attenzione specifica rivolta al torrente Annunziata.

Il corso d’acqua, tristemente noto per le violente esondazioni degli anni passati, è stato oggetto di una serie di interventi mirati a prevenire il ripetersi di quegli allagamenti che, in più occasioni, avevano richiesto il soccorso della Protezione civile per evacuare i residenti di via Pozzo, rimasti isolati dal fango e dai detriti.

L’operazione di messa in sicurezza è il risultato di una sinergia tra la Commissione straordinaria - composta da Caliò, Gambadauro e Giusto - che ha individuato le criticità del sito, e l’Ufficio tecnico comunale guidato dagli ingegneri Giuseppe Parrinello (responsabile del settore Urbanistica) e Chiara Paparo (responsabile del settore Lavori pubblici), che hanno curato l’iter dei finanziamenti. Nello specifico, il Comune è riuscito a sbloccare tre diverse linee di credito: un primo importo di 143mila euro per la manutenzione e rifunzionalizzazione idraulica, a cui si sono aggiunti 40mila e 800 euro dal progetto Fosmit (Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane) per la pulizia dei torrenti Flascio e Annunziata e, infine, un consistente stanziamento di un milione e 390mila euro destinato alla mitigazione definitiva del rischio.

Le prime due fasi dei lavori sono già state portate a termine, permettendo la completa pulizia dell’alveo. I risultati di questa manutenzione ordinaria si sono visti immediatamente: nonostante le recenti piogge abbondanti, il torrente ha retto il carico d’acqua senza esondare, evitando nuovi disagi agli abitanti della zona.

L’attenzione si sposta ora sulla progettazione dell’intervento più corposo, quello da oltre un milione e trecentomila euro. I tecnici comunali stanno valutando le soluzioni migliori per risolvere in modo strutturale il problema dei detriti. Tra le ipotesi al vaglio, sostenuta da molti residenti e osservatori, vi è la necessità di alzare il ponte stradale vicino a via Pozzo, che agendo da barriera naturale favorisce la formazione di “tappi” di detriti durante le piene. La decisione finale spetterà ai progettisti, ma l’obiettivo resta chiaro: chiudere definitivamente la stagione delle emergenze in via Pozzo e garantire serenità a una parte di zona del paese troppo a lungo vulnerabile.