guerra agli evasori
L’Ama ha affidato il recupero di crediti per tre milioni di euro
A Paternò oltre 1.100 utenze morose per il servizio idrico, ma in alcune zone l'acqua manca da anni
È guerra annunciata contro gli evasori che non pagano il servizio idrico garantito da Ama, l’Azienda idrica cittadina. Una pessima abitudine, questa messa in atto da un numero consistente di utenti, andata avanti in alcuni casi per anni, tanto che oltre 1.100 utenze hanno una morosità che supera i mille euro di debito nei confronti della società.
Per fermare questa emorragia che per l’Ama si traduce oggi in un debito da oltre 3 milioni di euro, l’Azienda è corsa ai ripari e ha deciso di affidare alla Sogert l’attività di recupero crediti per le utenze morose.
«La decisione - come si legge in una nota dell’Azienda - si inserisce in un percorso strutturato volto a garantire la sostenibilità economico-finanziaria dell’Azienda e la piena equità nella gestione del Servizio idrico integrato».
Guardando ai numeri sono circa 17.500 le utenze che usufruiscono del servizio idrico per le utenze domestiche e non, affidato ad Ama; di queste, come detto, oltre 1.100 hanno accumulato debiti consistenti, per i quali è oggi necessario un rientro. «Si tratta di risorse fondamentali - si legge sempre nella nota di Ama - per assicurare la continuità del servizio, il rispetto degli impegni economici con fornitori, professionisti e imprese che operano per Ama, nonché il mantenimento degli standard operativi a beneficio della collettività. Dall’analisi della situazione creditizia emerge che il debito accumulato da meno del 6% delle utenze rappresenta un elemento di criticità per la gestione del servizio».
I cittadini, dal canto loro evidenziano che non tutti i quartieri sono servizi allo stesso modo. Ad esempio nei quartieri Sardegna, Coniglio e Scala Vecchia ed in altre aree della città, l’erogazione dell’acqua si interrompe ogni giorno a metà mattinata. Un problema che va avanti da oltre un ventennio. Migliaia le utenze che riescono a sopperire allo stop all’erogazione idrica, solo grazie a vasche di raccolta montate nelle rispettive abitazioni.
Intanto all’Ama, l’aria di rinnovamento è anche nelle figure di controllo, scelte dal presidente Giovanni Parisi, che ha nominato, Andrea Merlo, docente dell’Università di Palermo, come organismo di vigilanza. Con lui, anche il colonnello a riposo dei carabinieri della Dia, Carmelo Mirinnino, nominato “Internal Audit”.