English Version Translated by Ai
4 aprile 2026 - Aggiornato alle 05:00
×

Le indagini

Il tentato femminicidio: dalla cattura alla prima notte in carcere dell'aggressore di Picanello VIDEO

Non è ancora chiusa l'inchiesta. Intanto nelle prossime ore sarà fissata l'udienza di convalida dal gip

04 Aprile 2026, 04:00

Il tentato femminicidio: dalla cattura alla prima notte in carcere dell'aggressore di Picanello VIDEO

Seguici su

Un’ora e mezza di interrogatorio. Drammatico. «Intanto chiariamo subito che la gelosia non c’entra. Il nostro matrimonio è finito tre anni fa e io l’ho accettato. Ma da quel momento mi ha sempre maltrattato e, quando sono uscito dal carcere, mi ha impedito di vedere mia figlia». Giovanni Platania ha deciso di rispondere alle domande della pm Emilia Rapisarda e ha confessato il tentato femminicidio. Giovedì sera, poco prima delle otto, ha colpito con 12 fendenti (uno l’ha ferita al cuore) l’ex moglie cinquantunenne.

L’aggressione è avvenuta in via Villa Glori, davanti a un bazar. «Passavo con lo scooter e mi sono fermato. Ho cominciato a dirle che non era giusto quello che stava facendo: abbiamo litigato. Poi ho preso il coltello e l’ho colpita», ha raccontato alla presenza del legale di fiducia. L’indagato ha negato la premeditazione: il coltello lo aveva in tasca perché è solito andare a raccogliere asparagi. L’arma l’ha lasciata sull’asfalto, accanto al Kymco People. «Sono scappato a piedi e ho vagato per tutta la notte per strada. Poi mi sono seduto in piazza e lì mi hanno trovato i carabinieri», ha aggiunto.

La "latitanza" è durata appena 14 ore. I carabinieri del Nucleo Investigativo lo hanno rintracciato in piazza Giambattista Pergolesi. L’uomo aveva ancora gli indumenti sporchi di sangue. «Una volta condotto negli uffici del Nucleo Investigativo del comando provinciale, gli specialisti della sezione investigazioni scientifiche sono riusciti a isolare delle tracce ematiche sui suoi indumenti, che saranno ovviamente analizzate per poi porre il tutto a disposizione dell'autorità giudiziaria», ha spiegato a La Sicilia Matteo Alborghetti, il comandante della Compagnia di Piazza Dante che sta conducendo le indagini.

Platania, con diversi precedenti per rapina, era uscito dalla galera dopo quattro anni. La libertà è arrivata l’8 marzo scorso. E ieri ha rimesso piede dentro un istituto penitenziario: il cinquantaseienne ha infatti trascorso la sua prima notte in una cella di Piazza Lanza. I carabinieri hanno eseguito il fermo emesso in serata dalla pm e vistato dalla procuratrice aggiunta Liliana Todaro.

La vittima è ricoverata in terapia intensiva, con respiro spontaneo, alla clinica Morgagni di Pedara, dove è stata trasferita dal Cannizzaro. La donna, infatti, è stata sottoposta a un delicato intervento multidisciplinare che ha interessato anche il cuore, operata da un'equipe composta da specialisti di chirurgia generale, toracica e vascolare. «La situazione sta procedendo in maniera, direi, quasi miracolosa» – ha detto il responsabile del reparto, Federico Pappalardo – perché la paziente è stata vittima di più ferite da arma da taglio; almeno tre hanno minacciato organi vitali e, in particolare, una le ha toccato il cuore: è stata una questione di millimetri. Platania e la donna hanno quattro figli, due maschi e due femmine. Una di queste è la minorenne che il padre non avrebbe potuto vedere dopo la scarcerazione.

A Picanello c’è molta incredulità e sgomento per quanto accaduto. «Li ho visti crescere entrambi, si erano fidanzati da ragazzini, io sono scioccata», dice una conoscente della ex coppia ai cronisti. «Certo, hanno avuto un matrimonio burrascoso perché lui è stato più volte arrestato. Non vivevano più nel nostro quartiere. Lei ha sempre lavorato, lui era tornato libero da poco», commenta ancora la donna.