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Da Stefania a Vera, i nomi della lunga scia di sangue nel Catanese

Dal miracolo della sopravvissuta alle tante vittime: un viaggio nella memoria dei femminicidi che scuote le coscienze e ricorda che la violenza non è amore

04 Aprile 2026, 05:00

Da Stefania a Vera, i nomi della lunga scia di sangue nel Catanese

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Alla clinica Morgagni parlano di miracolo. La donna accoltellata in via Villa Glori è stabile. Certo, dodici coltellate sono tante e il decorso può essere imprevedibile; ma se la 51enne può ancora sperare in una guarigione, per molte altre donne il destino è stato diverso. Uccise. Ammazzate. Massacrate.

Da Valentina a Vera: un viaggio nella memoria che serve a scuotere le coscienze e a ricordarci che la violenza non appartiene all’amore. Negli ultimi sedici anni abbiamo pianto su tante lapidi, troppe. L’anno scorso non ci sono state vittime, anche se l’eco dei femminicidi di Daniela Zinnanti (avvenuto poche settimane fa) e Sara Campanella (nel 2025) a Messina ha scosso profondamente anche Catania. La cronaca “rossa” parte da Ramacca. Vera Schiopu, 25 anni, è stata trovata in un casolare. Per la Procura il fidanzato, con un complice, ha inscenato un suicidio. Quel tragico 19 agosto 2023 in molti fecero un collegamento con quello che molti anni prima era accaduto ad Adrano: Valentina Salamone fu trovata impiccata in una villetta nel 2010. Il caso rischiò di essere archiviato, ma poi è arrivato l’ergastolo per uno dei suoi assassini. L’11 febbraio 2023 a Riposto si è consumata una mattinata di follia. Un ergastolano ha ucciso prima Melina Marino, 48 anni, e pochi minuti dopo Santa Castorina, 50 anni. L’uomo si è poi tolto la vita davanti alla caserma dei Carabinieri. Si sono suicidati anche i carnefici di Vanessa Zappalà, uccisa con un colpo di pistola alla testa ad Aci Trezza, e di Jenny Cantarero, freddata a Lineri. In quel maledetto 2021 è stata massacrata a coltellate anche Ada Rotini a Bronte. Nel 2022 Deborah Pagano è stata trovata morta in casa, a Macchia di Giarre. E non dimentichiamo Giordana Di Stefano, colpita con 42 coltellate mortali dall'ex a San Giovanni La Punta, e Stefania Noce, ammazzata a Licodia Eubea. Con il suo caso si cominciò a utilizzare il termine “femminicidio”. Ci sono poi altre donne ammazzate dai familiari. L’assassino di Valentina Giunta è stato il figlio minorenne: non accettava il fatto che avesse lasciato il padre detenuto. La piccola Elena Del Pozzo è stata accoltellata e seppellita dalla madre. Laura Russo, invece, è stata uccisa dal padre.