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il verdetto

“Operato legittimo”: il TAR chiude il caso rifiuti all’ASP e condanna la ditta ricorrente

Ricorso bocciato e apparto confermato: "Vince la trasparenza"

04 Aprile 2026, 10:53

11:01

“Operato legittimo”: il TAR chiude il caso rifiuti all’ASP e condanna la ditta ricorrente

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Si chiude con una vittoria per l’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento la lunga battaglia legale sulla gestione dei rifiuti sanitari. Il TAR Sicilia, con una sentenza pubblicata il 24 marzo 2026, ha messo il sigillo definitivo sulla legittimità dell'appalto, rigettando in toto il ricorso presentato da una ditta concorrente.

La vicenda

Al centro della disputa c’era il servizio di gestione dei rifiuti sanitari pericolosi e non, a rischio infettivo. La società U. S.r.l., esclusa dalla gara, aveva impugnato l’aggiudicazione avvenuta in favore della L.V.M. S.r.l. di San Biagio Platani. La ricorrente puntava il dito contro presunte irregolarità nelle dichiarazioni della vincitrice, ipotizzando “gravi illeciti professionali” che avrebbero dovuto minare l'affidabilità dell'impresa e portarne all'esclusione.

La decisione del TAR

I giudici amministrativi hanno però smontato ogni accusa. Nel corso del giudizio, la ASP di Agrigento e la società aggiudicataria (difesa dagli avvocati Girolamo Rubino, Massimiliano Valenza e Gaspare Tesè) hanno dimostrato la correttezza dell'iter. A pesare sulla decisione è stato anche un precedente pronunciamento dell’ANAC, che aveva già escluso sanzioni per la condotta della ditta di San Biagio Platani.

Secondo il TAR, l'ASP si è mossa correttamente nell'alveo della discrezionalità tecnico-amministrativa, seguendo un percorso logico e coerente. Non solo: i giudici hanno confermato la piena regolarità della commissione di gara e delle clausole del bando, definendo il servizio richiesto come “standardizzato” e rispettoso delle normative vigenti.

Il verdetto finale

Con il rigetto del ricorso, l’aggiudicazione in favore della L.V.M. S.r.l. diventa ora definitiva, garantendo continuità a un servizio essenziale per la sanità pubblica agrigentina. Per la società ricorrente, oltre alla sconfitta legale, è arrivata anche la condanna al pagamento delle spese di lite, liquidate in 2.500 euro.

Una sentenza che, di fatto, ripristina la serenità amministrativa negli uffici di via dell'Imera, confermando la solidità delle procedure di gara messe in atto dall'Azienda Sanitaria.