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proprietari incolpevoli

Abusi edilizi commessi da altri? La sanzione non si eredita: sentenza storica del CGA

Annulla multa da 24mila euro. "La responsabilità è personale"

04 Aprile 2026, 10:59

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Abusi edilizi commessi da altri? La sanzione non si eredita: sentenza storica del CGA

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Una sentenza destinata a fare scuola e a riscrivere le dinamiche dei rapporti tra cittadini e Pubblica Amministrazione in materia di tutela del territorio. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) per la Regione Siciliana, con la decisione pubblicata il 30 marzo 2026, ha stabilito un principio fondamentale: la responsabilità amministrativa per gli abusi paesaggistici è personale e non si trasmette ai nuovi proprietari.

Il caso: una multa da oltre 24mila euro

La vicenda nasce ad Agrigento, dove i proprietari di un immobile si erano visti recapitare dall'Assessorato Regionale dei Beni Culturali una richiesta di pagamento di ben 24.483,74 euro. La somma era stata richiesta a titolo di indennità risarcitoria per abusi edilizi realizzati in passato. Il problema? Quegli abusi erano stati compiuti dal precedente proprietario, molto prima che gli attuali titolari acquistassero il bene.

Nonostante l'estraneità dei nuovi proprietari ai fatti, l’Amministrazione regionale – supportata in primo grado dal TAR Sicilia – sosteneva che l'obbligo di pagare gravasse comunque su chi possiede l'immobile oggi.

La svolta in appello

Ribaltando il verdetto di primo grado, i giudici del CGA hanno accolto integralmente la tesi dei difensori, gli avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto. La strategia legale si è basata su un pilastro del nostro ordinamento: una sanzione può colpire solo chi ha effettivamente commesso l'illecito.

Secondo il CGA, la sanzione prevista dal Codice dei Beni Culturali (Art. 167 D.Lgs 42/2004) non ha natura "risarcitoria" (ovvero legata al danno al bene in sé), ma "sanzionatoria" (legata alla condotta del colpevole). Di conseguenza, non può essere automaticamente trasferita a terzi che hanno acquistato l'immobile in buona fede a sanatoria già definita.

Le reazioni: "Un presidio di legalità"

Soddisfatti i legali Gaetano e Vincenzo Caponnetto, che sottolineano il valore sistemico della decisione: “La sentenza rappresenta un importante presidio di legalità. Riaffermare che nessuna sanzione può essere irrogata a chi non ha avuto alcun ruolo nell’illecito tutela i cittadini da pretese indebite e garantisce certezza nei rapporti giuridici, specialmente in un ambito complesso come quello edilizio”.

Uno stop alle pretese "automatiche"

Questa pronuncia non risolve solo un caso singolo, ma lancia un monito chiaro agli uffici pubblici: d'ora in avanti, l'Amministrazione dovrà prestare molta più attenzione nell'individuare i reali responsabili delle violazioni, evitando di penalizzare soggetti incolpevoli solo perché subentrati nella titolarità di un bene. Una vittoria che bilancia il rigore della tutela paesaggistica con i diritti inalienabili dello Stato di diritto.