Motta S. Anastasia
Missione a Palermo per la frana: «Si acceleri»
Sindaco e assessore chiedono procedura accelerata per il consolidamento da 5,3 milioni; Protezione civile stanzia 450mila euro di ristori, il Comune ne chiede 928mila
A Motta Sant’Anastasia continua a tenere banco la problematica relativa al movimento franoso e alla lungaggine burocratica legata alla partenza dei lavori di consolidamento della cosiddetta Zona rossa. Un lavoro di messa in sicurezza pari a 5,3 milioni. Il sindaco Antonio Bellia e l’assessore comunale al Bilancio, Natale Consoli, si sono recati a Palermo presso gli uffici dei professionisti incaricati di elaborare il progetto di consolidamento e del Commissario straordinario contro il dissesto idrogeologico, Sergio Tumminello.
I due amministratori hanno chiesto richiesto ufficialmente la procedura semplificata ed accelerata per l'avvio dei lavori di consolidamento. «Siamo stati a Palermo per cercare delle risorse che sono collegate al fenomeno del movimento franoso - ha detto il sindaco Bellia - siamo stati dai progettisti e dal commissario Tumminello. Necessaria una proceduta semplificata che ci conduca dalla progettazione fino all’inizio dei lavori».
Sulla questione il commissario per l’emergenza frana Gaetano Laudani ha specificato che, a seguito dei sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi, la Protezione civile regionale ha stanziato oltre 450mila destinati ai residenti della zona rossa nella forma di ristori costretti a lasciare le proprie abitazioni. «Per risolvere il problema della frana è in corso la realizzazione di un progetto ad hoc - ha affermato il capo del Genio civile di Catania nonché commissario per la frana - in questa fase mi sto occupando dei ristori per le attività produttive e per i cittadini. Il Comune di Motta ha presentato una richiesta di 928mila euro per la problematica ristori. La Regione - ha proseguito Laudani - ha stanziato al momento 450mila euro. Mi sono reso conto che quest’ultima somma crescerà perchè più si va avanti ci rendiamo conto ci sono molti edifici che sono irrecuperabili in una zona rossa non ancora definita al 100%».