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verso l'estate

Catania: un solo solarium a San Giovanni Li Cuti, forse una spiaggia libera in più alla Plaia

Dalle nuove normative ai controlli degli scarichi in mare fino ai danni del ciclone Harry: come cambia la stagione balneare dei catanesi

05 Aprile 2026, 07:00

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Catania: un solo solarium a San Giovanni Li Cuti, forse una spiaggia libera in più alla Plaia

Il solarium di San Giovanni li Cuti

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Gli amanti del “mare libero” sono avvisati: questa estate il Comune monterà un solo solarium alla Scogliera, a San Giovanni Li Cuti. “Salteranno” la piattaforma ad Ognina, all’altezza del “Nautico” «dove lo scorso mese di gennaio il ciclone Harry aveva eliminato il sottocosta» ha spiegato a “La Sicilia” l'assessore al Mare Andrea Guzzardi - «e in piazza Europa, dove i massi avevano pure ostruito il canale di immissione» e su cui da almeno due anni “pesa” un divieto di balneazione confermato ancora quest'anno dal decreto regionale sulla stagione balneare 2026. «Confermiamo - ha aggiunto l'assessore - le tre spiagge libere alla Plaia, su una eventuale quarta spiaggia libera abbiamo in corso un dialogo con il Demanio, ma finora nulla è confermato».

Il decreto regionale citato stabilisce l'inizio della stagione il 1° maggio con termine il 31 ottobre, saranno i prelievi mensili affidati all'Asp e pubblicati sul Portale delle Acque del Ministero della Salute ad aggiornarci sulla qualità delle acque del mare. Tuttavia per gli amanti del bagno e della tintarella in “comfort zone” le date effettive di fruizione sicura slitteranno in coincidenza con l'effettiva apertura degli stabilimenti balneari alla Plaia e alla Scogliera (ove post “Harry” è stato possibile il ripristino dei lidi) fissata per tutta la regione il 5 giugno con chiusura il 13 settembre. Una riapertura non scontata con la “corsa” delle attività balneari per riuscire a rimettersi in piedi nonostante l’incertezza di ristori immediati e tantomeno del futuro, in termini di concessioni demaniali.

«I danni post “Harry” sono stati pesantissimi sia alla Plaia che alla Scogliera» - ha confermato Ignazio Ragusa, Sib Sicilia (per Catania il sindacato aderente a Fipe Confcommercio è infatti commissariato) - contando che il 41% dei turisti sceglie la Sicilia proprio per il mare. Stiamo tutti facendo il nostro dovere, ma ci aspettiamo una rimodulazione del periodo concessorio come prevede una legge comunitaria per andare in deroga alla Direttiva Bolkestein e come chiedono Sicilia, Sardegna e Calabria.

Il decreto regionale conferma le zone non balneabili per inquinamento (immissione del canale di cintura in via dei Villini a mare, come detto immissione in piazza Europa, stazione centrale porto di Catania limite nord e porto di Catania limite sud torrente Acquicella per 350 metri) e l'area protetta dell'Oasi del Simeto, ma la novità che salta all'occhio rispetto alla scorsa estate riguarda la Plaia e l'assenza dei divieti temporanei di balneazione alle foci del torrente Forcile e del canale Arci, frutto anche di una vittoria al Tar incassata da 13 titolari di stabilimenti balneari.

Per il canale Arci si è in attesa del «nulla osta dell'Autorità di Bacino», con successiva determina del sindaco Enrico Trantino, per la realizzazione della «soglia di tracimazione» da parte di Sidra (che sta agendo in proroga stante il mancato passaggio del ciclo idrico integrato a Sie fissato al 31 marzo). Si tratta dell'opera per rallentare il flusso delle acque a mare e che quest'anno avrebbe una doppia funzione: non sversare acque non controllate e la possibilità di rimozione di sabbia e detriti che il ciclone Harry aveva portato a monte. Soglia che potrebbe venire realizzata per l'ultimo anno stante l'annunciato aumento di produzione da parte di ST Microelectronics alla zona industriale. ST infatti sversa le proprie acque depurate proprio nel canale Pantano che confluisce nell'Arci e dunque in mare, e che piuttosto dovrebbero venire riutilizzate anche in virtù delle indicazione europee sul riuso delle acque depurate.