Tribunale
"Furbetta del cartellino" a Baucina, assolti marito e figli che lavoravano al suo posto
La donna timbrava e tornava a casa: le telecamere hanno mostrato marito e figli entrare negli uffici chiusi per pulire; per loro assoluzione in appello, per lei confermata la condanna a nove mesi.
Addetta alle pulizie del Comune di Baucina (Palermo), timbrava il cartellino in ciabatte e tuta, ma a occuparsi delle incombenze erano il marito e i figli.
Dopo il rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, i tre imputati sono stati assolti dalla quarta sezione della Corte d’appello di Palermo, presieduta da Vincenzo Anania.
Difesi dagli avvocati Arturo Impastato e Mario Di Trapani, padre e figli erano stati condannati in primo e secondo grado a nove mesi per truffa.
La dipendente, una “furbetta del cartellino” atipica, timbrava per poi rientrare a casa anziché prendere servizio.
A incastrarla sono state le riprese dei carabinieri: le immagini hanno documentato che in numerose occasioni coniuge e figli si presentavano in municipio, a uffici chiusi, per svolgere le pulizie e coprire così l’assenza della lavoratrice infedele.
Per la donna la Cassazione ha confermato la condanna a nove mesi per truffa ai danni dello Stato e falsa attestazione in servizio.