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5 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:12
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premiato al Comune

Sami, l’eroe del mare di Siracusa: «Ho salvato due vite e mi ritufferei ancora»

L’uomo ha chiamato casa in Kurdistan e la madre è scoppiata in lacrime: «Sapevo di avere un figlio meraviglioso»

05 Aprile 2026, 09:13

09:21

Sami, l’eroe del mare di Siracusa: «Ho salvato due vite e  mi ritufferei ancora»

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Sami, l’eroe curdo che ha salvato madre e figlia dall’annegamento. «Ho agito da uomo, non da eroe». Nessuno degli astanti ha dato una mano, nessuno ha prestato un giubbotto per le donne zuppe e sotto choc. L’altro uomo che si è tuffato è Francesco Rosolia.

«I miei genitori sono in Kurdistan, non li vedo da anni. Dopo il salvataggio ho chiamato mia madre dicendole che le dovevo dire una cosa. Lei mi ha chiesto se stavo tornando, le ho risposto “no mamma, ho salvato due vite”. È scoppiata a piangere di gioia». Sami Sedqui Ramadham è l’uomo che qualche giorno fa si è gettato nelle acque di riva Forte Gallo, a due passi dal ponte Umbertino, per salvare dalla morte una turista e sua figlia, finite in mare con l’automobile. Il Comune ha premiato lui e l’altro soccorritore, Francesco Rosolia, con una targa.

Cosa è accaduto? «Un botto, la macchina ha corso verso la catena, ha trascinato via i blocchi di cemento ed è caduta in mare. Si è ribaltata, le ruote in alto. Non ci ho pensato un attimo, in passato ho avuto un grave incidente e ho un ferro nel collo. Mi sono immerso, non potevo tuffarmi per il collo rotto. Le persone dentro erano terrorizzate, l’abitacolo si è riempito d’acqua. Con tutta la forza possibile ho sospinto la macchina verso la banchina. Lì si è tuffato il secondo uomo e mi ha dato una mano

C’era gente intorno? Sono intervenuti? «No. Il ponticello era pieno di persone. Chiedevo se qualcuno potesse dare un giubbotto o un maglione per coprire la signora e la bambina, ma non è successo. Nessuno dei presenti. Un ragazzo che ha visto tutto da piazza delle Poste ha preso la barca ed è venuto, e lui si è tolto la felpa e l’ha messa a disposizione».

E quando sono arrivate le forze dell’ordine: «poi col comandante ci siamo dati la mano, ma io insistevo perché prima delle domande coprissero la donna e la bambina, erano sotto choc».

La bambina? «Quando era in macchina sembrava che non volesse uscirne, si sentiva protetta lì. Sulla barca che ci ha ripotati a terra ho parlato con lei per calmarla, ho provato a farla scherzare. “Don’t cry”, le dicevo. È stato bellissimo vedere la fiducia nei suoi occhi». E alla domanda se avesse avuto modo di parlare con la donna, l’uomo ha aggiunto solo che «quando i soccorritori l’hanno portata in auto, è scoppiata a piangere».

Sami si trova a Siracusa «perché è stato il primo paese che mi ha accolto in Europa, 25 anni fa. Sogno di aiutare i miei genitori. E mio figlio».

Da quanto non vede i suoi? «Diversi anni. Quando le ho telefonato dicendole “devo darti una notizia” è impazzita di gioia, credeva le dicessi che stavo tonando. “Ho salvato due vite” le ho detto. E’ scoppiata in lacrime: sei un figlio meraviglioso».