SCUOLA
La crisi energetica bussa anche alle aule: e torna lo spettro della DAD
Anief avverte: se i costi esplodono, il governo potrebbe chiudere le scuole a maggio. I prof fuorisede già in difficoltà
La crisi energetica torna a far discutere anche il mondo della scuola. A sollevare il tema è stato Marcello Pacifico, presidente di Anief, che ha ipotizzato misure straordinarie in caso di peggioramento della situazione.
Secondo Pacifico, l’aumento dei costi di energia e carburanti potrebbe spingere il governo a intervenire con provvedimenti mirati al risparmio, tra cui il possibile ritorno alla didattica a distanza (DAD) nell’ultimo mese dell’anno scolastico, a partire da maggio. Una soluzione che ricorderebbe quanto già avvenuto durante l’emergenza pandemica da COVID-19.
Tra le opzioni citate anche un maggiore ricorso allo smart working per i dipendenti pubblici e misure per ridurre i consumi energetici negli edifici scolastici.
Va però chiarita la corretta interpretazione delle sue parole. Pacifico non ha proposto il ritorno alla DAD, ma ha lanciato un allarme.
Il senso delle dichiarazioni è che, solo in caso di aggravamento della crisi energetica, il Governo potrebbe essere costretto a riprendere misure emergenziali già utilizzate in passato. Si tratta quindi di uno scenario ipotetico, indicato per evidenziare un rischio, non per proporlo.
Anief, infatti, non auspica questa soluzione, ma chiede interventi strutturali a sostegno di famiglie e lavoratori colpiti dal caro energia e dall’inflazione. La DAD resta una misura eccezionale, da limitare a contesti estremi.
Al momento non esiste alcuna decisione ufficiale: le scuole restano in presenza e il dibattito rimane aperto, mentre si attendono eventuali sviluppi legati all’andamento della crisi energetica.
Intanto però il Cnddu (Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani) e il Collettivo denunciano l’impatto insostenibile del caro carburanti sui docenti fuorisede, tra spese di mobilità, affitti e inflazione crescente. La situazione erode il reddito reale e rischia di spingere molte famiglie verso difficoltà economiche gravi. Pur riconoscendo i controlli governativi, le misure attuali sono ritenute insufficienti ad affrontare l’emergenza. Per quanto è stato lanciato un appello urgente al ministro Giuseppe Valditara per interventi concreti a tutela della categoria.