il caso
Una Commissione speciale d’inchiesta per fare “piena luce” sul dissesto incombente
La richiesta è stata formulata dalla minoranza mentre il Comune di S. Giovanni La Punta è sull’orlo del baratro
Il clima politico si fa rovente. Mentre l’Ente si appresta a dichiarare formalmente lo stato di dissesto finanziario, scatta la controffensiva delle minoranze. È stata infatti depositata una mozione urgente, ai sensi dell’art. 24 dello Statuto comunale, per l’istituzione immediata di una Commissione speciale d’inchiesta.
I firmatari della richiesta - i consiglieri Simone Coco, Giuseppe Bruno, Santo Trovato, Giovanni Bottino e Giovanni Albani - non usano mezzi termini: sussistono motivi di urgenza e indifferibilità nel fare “piena luce” sulle zone d’ombra che hanno trascinato le casse comunali verso il baratro. La proposta di delibera delinea un organismo dai poteri incisivi, volto a scoperchiare il “vaso di Pandora” della gestione contabile degli ultimi anni. La Commissione non dovrà limitarsi a una semplice ricognizione dei debiti, ma avrà il compito di analizzare chirurgicamente gli atti amministrativi e i flussi contabili che hanno generato il deficit e individuare le responsabilità: non solo a livello gestionale e amministrativo, ma soprattutto a livello politico. Per garantire l’efficacia dell’indagine, i commissari avranno pieno potere di accesso anche ai documenti secretati o riservati e potranno convocare in audizione chiunque sia stato coinvolto nella catena decisionale dell’Ente. Uno dei punti più discussi della delibera riguarda la composizione dell’organismo. Per evitare che l’indagine si trasformi in un “nulla di fatto” o in un atto puramente formale, i proponenti hanno previsto una struttura paritetica e una guida esterna alla coalizione di governo: 8 componenti totali, di cui 4 appartenenti alla maggioranza e 4 alla minoranza. La guida della Commissione spetterebbe a un consigliere d’opposizione, per garantire una funzione di garanzia e controllo reale. Tra i banchi della maggioranza è prevista la partecipazione della massima espressione dell’organo consiliare, il presidente, conferendo solennità istituzionale ai lavori. I consiglieri hanno chiesto che l’atto venga discusso entro 5 giorni, mentre la Commissione, una volta insediata, avrebbe appena un mese di tempo per consegnare la relazione finale. Adesso si attendono nuovi sviluppi amministrativi.