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lo studio

Fumo, meno sigarette ma più e-cig tra i giovani: i dati Ue

Le politiche antifumo riducono le sigarette tradizionali, ma e-cig e tabacco riscaldato si diffondono tra gli under 30, spinti anche dal marketing digitale

06 Aprile 2026, 18:15

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Fumo, meno sigarette ma più e-cig tra i giovani: i dati Ue

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Sono i giovani il vero terreno di espansione dei nuovi prodotti a base di nicotina nell’Unione europea. Tra i 15 e i 19 anni, un consumatore su cinque ha iniziato a fumare attraverso l’uso regolare di sigarette elettroniche, segnale di un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo. È quanto emerge dalla Valutazione del quadro normativo sul controllo del tabacco pubblicata dalla Commissione europea, che evidenzia come le regole attuali non riescano a tutelare in modo efficace la salute pubblica, soprattutto quella delle nuove generazioni.

Il fenomeno si inserisce in un contesto in cui, nel complesso, il numero dei fumatori è in calo: dal 2012 al 2023 la quota è scesa dal 28% al 24% della popolazione. Una riduzione favorita anche dalle politiche fiscali, con l’aumento dei prezzi che ha contribuito in modo significativo alla contrazione delle vendite di sigarette tradizionali, diminuite dell’8,5% nello stesso periodo.

Parallelamente, però, cresce l’uso delle alternative. Il consumo quotidiano di sigarette elettroniche è passato dall’1% nel 2020 all’1,7% nel 2023, con un aumento più marcato tra gli under 30, dove si arriva al 3%. In termini economici, il mercato delle e-cig ha registrato un’espansione del 450% nell’arco di poco più di un decennio.

Una dinamica simile riguarda i prodotti a tabacco riscaldato, sempre più diffusi nella fascia tra i 15 e i 39 anni: il loro valore di mercato è passato da 4 milioni di euro nel 2013 a 12,5 miliardi nel 2023.

Nonostante il calo del fumo tradizionale, l’impatto sanitario resta pesante: nel 2023 si contano quasi 535mila decessi e circa 14,5 milioni di anni di vita persi per disabilità nell’Ue, con costi sanitari complessivi pari a 80,7 miliardi di euro l’anno.

A spingere la diffusione dei nuovi prodotti contribuiscono anche le strategie di marketing, sempre più orientate ai canali digitali e ai social media. Una tendenza che, senza interventi più incisivi, rischia di allontanare l’obiettivo europeo di una generazione libera dal tabacco entro il 2040.