English Version Translated by Ai
7 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:43
×

I verbali

«La mamma aveva paura, papà la minacciava di morte da quando era uscito dal carcere»

Nelle carte del gip il drammatico racconto della figlia della donna accoltellata giovedì sera a Picanello

07 Aprile 2026, 07:41

07:50

«La mamma aveva paura, papà la minacciava»

Seguici su

 

«Mi ha colpita il mio ex marito». Le urla di dolore e la rivelazione ai medici del 118 e del Cannizzaro che l’hanno soccorsa per primi. La 51enne ha affidato il nome del suo aggressore ai camici bianchi che giovedì sera le hanno salvato la vita. La donna è stata ferita con dodici fendenti e uno era vicinissimo al cuore. Non a caso il primario della Clinica Morgagni di Pedara - dove è tuttora ricoverata in condizioni stabili - ha parlato di miracolo: «Una questione di millimetri». Emergono nuovi particolari sul tentato omicidio di via Villa Glori a Picanello.

Giovanni Platania è rimasto in cella: il gip Pietro Currò la mattina di Pasqua ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare dopo aver convalidato il fermo spiccato dalla Procura venerdì scorso. Il giudice, che ha ritenuto la detenzione l’unica misura proporzionata all’entità del fatto, non ha ritenuto credibili le dichiarazioni rese dall’indagato durante l’interrogatorio e ribadite in udienza.

Platania ha confessato di aver ferito l’ex moglie, ma ha sostenuto che avesse intenzione solo di incontrare la donna, dalla quale era separato da diverso tempo, esclusivamente per discutere della gestione della figlia minorenne. Sul possesso del coltello ha spiegato di averlo sempre nello scooter poiché lo usa per la raccolta di asparagi selvatici e altri ortaggi. Anche questa giustificazione non ha convinto né il pm, né il gip: il giudice è convinto che volesse uccidere l’ex moglie. A supportare questa ricostruzione ci sono i drammatici racconti della figlia della coppia. Ma per comprendere bene la delicata testimonianza è necessario fare una premessa: Platania era reduce da una reclusione di quattro anni. L’8 marzo ha rimesso il piede fuori dal carcere e da quel giorno avrebbe cominciato a perseguitare la donna per convincerla a riallacciare il rapporto.

«Da quando mio padre è uscito dal carcere - ha raccontato la ragazza - ha iniziato a perseguitare mia madre cercando di convincerla a fare pace e tornare con lui. Comportamento che infastidiva molto mia madre che ha iniziato ad avere paura, mio padre la minacciava di morte se non fosse tornata con lui. Pochi giorni fa mia madre mi ha riferito che mio padre si era avvicinato nuovamente alla sua persona cercando di convincerla a tornare con lui, ma anche in quest’occasione mia madre lo ha allontanato, dicendogli che non voleva aver nulla a che fare con lui». La donna si sarebbe confidata anche con una conoscente: «Mi sta seguendo, non mi lascia in pace».

Per gli inquirenti non ci sono dubbi: Platania aveva pianificato tutto. Il gip nell’ordinanza rimarca come l’indagato, nel corso dell’interrogatorio, abbia dimostrato «un morboso interesse al controllo degli spostamenti e alle frequentazioni della vittima». Nessun raptus, ma un piano premeditatouna rappresaglia»): Platania non avrebbe accettato il rifiuto della 51enne a tornare con lui.