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7 aprile 2026 - Aggiornato alle 01:19
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Attualità

Ispica piange Alessandro e lo accompagna con un affetto che non si spegne

In programma martedì pomeriggio all'Annunziata i funerali del 36enne Scapellato

07 Aprile 2026, 01:05

01:10

Here is who Alessandro Scapellato was, the 36-year-old found dead after a 60-meter fall.

Alessandro Scapellato

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La Pasqua di Ispica, quest’anno, porta con sé una ferita profonda. Una ferita che attraversa la comunità e la stringe in un dolore composto, silenzioso, incredulo. La morte di Alessandro Scapellato, 36 anni, precipitato nella scarpata sotto il Convento di Santa Maria di Gesù, continua a scuotere la città, che da giorni vive una festa segnata dal lutto.

La tragedia si consuma nel fine settimana pasquale, sabato: Alessandro cade da un’altezza di circa 60 metri, un volo che non gli lascia scampo. Le indagini chiariscono rapidamente la dinamica e l’autorità giudiziaria, non ravvisando elementi che richiedano ulteriori accertamenti, decide di non disporre l’autopsia. La salma viene restituita stamattina ai familiari, che si preparano a un addio straziante.

Alessandro lascia la compagna e due figli piccoli, un vuoto che nessuna parola può colmare. La città si stringe attorno a loro, consapevole che un dolore così grande appartiene a tutta la comunità.

Ispica, intanto, ha provato a vivere la sua Pasqua, ma ogni gesto, ogni rito, ogni canto porta il segno di questa assenza. Anche il tradizionale Incontro tra la Madonna e il Cristo Risorto, cuore pulsante della domenica ispicese, si è caricato di un significato diverso: una delle fasi della celebrazione è stata tenuta davanti al bar di Alessandro, quasi un saluto, un omaggio, un abbraccio collettivo rivolto a chi non c’è più. Un gesto semplice ma potentissimo, che racconta meglio di qualsiasi parola quanto Alessandro fosse parte viva della città.

I funerali si terranno martedì 7 aprile alle ore 16, nella basilica Ss. Annunziata, e si preannunciano partecipatissimi. Sarà il momento in cui Ispica, ancora una volta, si ritroverà unita: non per festeggiare, ma per accompagnare un suo figlio nel viaggio più difficile.

Questa Pasqua rimarrà nella memoria della città come una Pasqua sospesa, attraversata da una luce più tenue, da un silenzio più profondo. Una Pasqua che ricorda quanto fragile sia la vita e quanto forte possa essere una comunità quando sceglie di stringersi attorno al dolore di una famiglia.

Ispica piange Alessandro, ma lo accompagna con un affetto che non si spegne.