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7 aprile 2026 - Aggiornato alle 18:23
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tentato omicidio

Sparatoria nelle campagne di Caltanissetta: arrestato 62enne, 58enne ferito al torace

La lite, l'irruzione in casa del rivale, la sparatoria dopo le minacce e i grattacapi giudiziari

07 Aprile 2026, 12:12

12:20

volante questura caltanissetta

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Nella notte tra il 2 e il 3 aprile, nelle campagne di Caltanissetta, in contrada Iuculia, è avvenuta una violenta sparatoria che ha portato all’arresto di un nisseno di 62 anni con l’accusa di tentato omicidio. L’uomo è ritenuto responsabile di aver esploso diversi colpi di arma da fuoco contro un 58enne, centrato al torace e ferito in modo grave.

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, il fatto è avvenuto in una zona relativamente isolata, tipica delle aree rurali della provincia nissena, dove episodi di violenza familiare o tra vicini possono trasformarsi in drammi in pochi minuti. Proprio in questo contesto, un litigio che sembrava “chiuso” poche ore prima si è trasformata in una scena da film poliziesco, con un soggetto che passa da stato di ubriachezza a minaccia di morte e l’altro da vittima a aggressore in pochi minuti.

La lite e la violazione di domicilio

I dettagli dell’episodio, ricostruiti dagli agenti della polizia che hanno condotto le indagini, portano indietro il cronometro di poche ore rispetto alla sparatoria. La vittima, un 58enne, si trovava in evidente stato di ubriachezza quando, dopo aver avuto una lite con il 62enne, si è recato nuovamente presso l’abitazione del sessantaduenne.

Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe forzato la porta o comunque si sarebbe introdotto abusivamente nell’abitazione, violando il diritto di domicilio tutelato dall’articolo 14 della Costituzione italiana. Una volta all’interno, il 58enne avrebbe rivolto minacce di morte verso il padrone di casa, innescando una reazione violenta che rischia di costare cara al sessantaduenne dal punto di vista penale.

La reazione a fuoco e il colpo che ferisce

Davanti alla minaccia di morte, il 62enne avrebbe reagito esplodendo diversi colpi di arma da fuoco. Uno di questi avrebbe raggiunto il 58enne al torace, causando ferite gravi ma non mortali. La presenza di un’arma in casa, soprattutto in contesti rurali dove la polizia può intervenire in tempi più lunghi, è spesso giustificata come misura di protezione personale. Tuttavia, nel momento in cui il soggetto passa dal difendersi al reagire in modo sproporzionato, l’equilibrio tra tutela della vita e tutela della proprietà si sposta verso il giudice. È qui che il reato di tentato omicidio può trasformarsi in una condanna pesante, qualora la magistratura non riconosca la perfetta legittima difesa.

Il ricovero in ospedale Sant’Elia

Dopo la sparatoria, il 58enne è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dove è stato ricoverato nel reparto di chirurgia. Secondo le prime informazioni, la ferita al torace ha richiesto cure intensive, ma la vita del paziente non sarebbe in pericolo.

Un ricovero in pronto soccorso seguito da un’ospedalizzazione in chirurgia è spesso il segnale di una lesione grave rispetto alla salute, elemento che pesa in sede di accertamento giudiziario. La prognosi, i tempi di recupero e la documentazione medica potrebbero essere utilizzati sia per quantificare il danno fisico subito, sia per valutare eventuali richieste di risarcimento danni civili da parte della vittima.

L’arresto del 62enne e l’accusa di tentato omicidio

Nel frattempo, la polizia ha condotto le indagini sullo svolgimento dei fatti, acquisendo dichiarazioni, eventuali testimonianze e documentando la scena dell’episodio. Le verifiche preliminari hanno portato all’ arresto del sessantaduenne con l’accusa di tentato omicidio.

Il reato di tentato omicidio è previsto quando l’agente compie un’azione idonea a produrre la morte, ma la morte non si verifica per causa indipendente dalla sua volontà. L’elemento distintivo rispetto all’omicidio consumato è proprio la mancata consumazione del risultato morte, che non alleggerisce però la gravità della condotta.