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7 aprile 2026 - Aggiornato alle 18:14
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L’allarme sociale

Mezzo milione di case sfitte in Sicilia, eppure è emergenza abitativa

Nell'isola quasi una casa su sei è vuota: 400-500mila abitazioni inutilizzate mentre cresce la povertà abitativa e i canoni sono in aumento

07 Aprile 2026, 12:44

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Mezzo milione di case sfitte in Sicilia, eppure è  emergenza abitativa

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In Sicilia si registra un paradosso sempre più evidente: a fronte di circa 2 milioni di famiglie residenti, il patrimonio abitativo supera i 2,4 milioni di unità. Ciò significa che quasi una casa su sei risulta non occupata, per un totale stimato tra 400mila e 500mila abitazioni.

«Un dato che richiede un’attenzione urgente, soprattutto mentre cresce il disagio abitativo e la povertà energetica e aumentano le difficoltà per migliaia di famiglie ad accedere a una casa dignitosa. Non siamo di fronte a un problema di carenza di alloggi - spiega Roberto Alosi, segretario generale Sunia Cgil Sicilia - ma a una significativa criticità nell’accesso e nell’utilizzo del patrimonio esistente».

Per il Sunia Cgil è necessario avviare una nuova stagione di politiche abitative che punti con decisione al recupero e alla riqualificazione degli immobili inutilizzati, alla promozione dell’affitto a canone sostenibile e a un ruolo più forte del pubblico nella regolazione del mercato.

«Per queste ragioni - osserva Roberto Alosi - riteniamo indispensabile che la Regione Siciliana assuma un ruolo più incisivo di indirizzo e coordinamento, definendo una strategia organica e strutturale per affrontare il tema dell’abitare, in raccordo con i Comuni e le parti sociali. In questo quadro, proponiamo l’attivazione di un Osservatorio regionale sulle Politiche Abitative con report periodici su sfratti, caro-affitti, emergenza abitativa e rigenerazione urbana. Un Osservatorio a cui affiancare un programma regionale per il riuso delle abitazioni sfitte, che preveda incentivi fiscali e contributi per i proprietari che mettano gli immobili a disposizione a canone concordato, accompagnati da un sistema pubblico di garanzia contro la morosità incolpevole e da strumenti di intermediazione gestiti dai Comuni. Allo stesso tempo, va affrontato con determinazione il tema degli affitti brevi e dei processi di progressiva espulsione dei residenti dai centri urbani a maggiore attrazione turistica».

In molte città siciliane si stanno già manifestando dinamiche di pressione sui canoni e di riduzione dell’offerta abitativa stabile, che rischiano di compromettere l’equilibrio sociale dei territori.

Il patrimonio abitativo pubblico in Sicilia è fra i più grandi del paese ed è gestito da Iacp (Istituto autonomo case popolari), enti regionali e comuni.

«In sintesi quasi una casa su tre è disponibile e libera. Inoltre - aggiunge il segretario regionale Sunia Cgil - in Sicilia si impegna per l’alloggio, per il costo dell’affitto e rata del mutuo circa il 40% del salario medio ben oltre la soglia di sopportabilità del 30% indicato dalla Banca d’Italia. Peraltro i salari siciliani sono circa il 20% in meno rispetto alla media nazionale. Casa, lavoro e salari sono un trinomio inscindibile. Questo squilibrio evidenzia tre nodi strutturali: sotto dimensionamento storico dell’edilizia pubblica, assenza di politiche di recupero dell’esistente, mancata regolazione del mercato (affitto, seconde case, turismo). Solo gli annunci di Airbnb superano quest’anno in Sicilia il numero di 40.000, con un tasso medio di occupazione intorno al 59% delle abitazioni durante l’anno».

Negli ultimi 15 anni gli affitti in Sicilia sono aumentati del 30 per cento e i prezzi delle abitazioni di oltre il 60 per cento mentre i saliti sono rimasti stagnanti. Il fabbisogno di edilizia pubblica sociale, dai più recenti rilevamenti effettuati dal Sunia Cgil Sicilia, sfiora le 40.000 unità, mentre sono 24.000 le domande di richiesta di alloggio pubblico già giacenti nelle sedi istituzionali.

Per Alosi lo squilibrio urbanistico fra domande e offerte di case accessibili in Sicilia richiede un intervento urgente.

L’urgenza è legata a quella che è diventata una vera e propria crisi sociale che colpisce sempre più famiglie, giovani coppie e lavoratori. Trovare una casa in affitto è diventato un percorso a ostacoli: non solo gli immobili disponibili sono pochi, ma i canoni in costante aumento spesso sono fuori mercato rispetto ai redditi medi.

Secondo Alosi l’emergenza abitativa in Sicilia è lo specchio di una più ampia fragilità economica e sociale. Senza una inversione di rotta - che rimetta al centro il diritto alla casa - il rischio è di aggravare ulteriormente le disuguaglianze e svuotare le città della loro componente più vitale. «La casa, da diritto fondamentale, continua a trasformarsi in un privilegio per pochi».