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7 aprile 2026 - Aggiornato alle 18:23
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Aviazione

Voli aerei a rischio per il caro carburante, ecco la situazione a Catania e Palermo

Negli scali siciliani, compreso Comiso, lo stato «non è critico» dice l'amministratore di Sac Torrisi. E lo stesso vale per Gesap. Ma tutto si evolve rapidamente

07 Aprile 2026, 12:54

13:08

Voli aerei a rischio per il caro carburante, ecco la situazione a Catania e Palermo

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In tutta Italia sono ore di apprensione per i collegamenti aerei, a causa di varie problematiche di approvvigionamento per il carburante registrate in vari scali. Brindisi, Reggio Calabria e Pescara sono gli ultimi aeroporti in cui si hanno notizie certe di alcune difficoltà, viste anche le comunicazioni ufficiali Notam. La società di gestione dell'aeroporto del Salento nelle scorse ore ha smentito qualunque criticità operativa, ma si tratta comunque di apprensioni per i passeggeri che si aggiungono a quelle già rese note prima di Pasqua per vari altri scali, ovvero Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia. Criticità rilanciate, con un allarme, anche dall'associazione consumatori Codacons.

Un'apprensione che si registra anche in Sicilia. Da Catania Nico Torrisi, amministratore delegato della Sac, la società di gestone degli aeroporti di Catania e Comiso, invita a rileggere quanto scritto negli scorsi giorni dal presidente di Enac Pierluigi De Palma, che negli scorsi giorni sulla situazione ha rilasciato delle dichiarazioni che sposo in pieno. Ovvero: Le difficoltà in alcuni scali aeroportuali per l’approvvigionamento di carburante sono «legate al periodo pasquale di traffico intenso» e non al «blocco dello stretto di Hormuz», si tratta di due «situazioni diverse che non collegherei». Il vertice dell’ente nazionale per l’aviazione civile, contattato dall’Ansa, aveva aggiunto: «Ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto dovesse continuare», «ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici» navali e le forniture. Per Di Palma le compagnie operanti in Italia al momento «non hanno modificato la loro operatività», ci «sono sicuramente dei contingency plan» in caso di aggravio della situazione. Torrisi, alle parole di De Palma aggiunge: “A Catania e Comiso, ad ora, nessuna criticità”

La situazione potrebbe quindi cambiare, in base all'evoluzione del conflitto in Medio Oriente e dei prezzi di mercato, e in base alle singole necessità delle compagnie aeree. Semplificando la situazione: gli aerei fanno rifornimento in alcuni aeroporti specifici e poi proseguono il loro "servizio" in volo lungo le varie rotte.

Stesso discorso di Catania e Comiso va fatto per Palermo. Qui la società di gestione Gesap ha rilasciato una nota ufficiale: «All’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo al momento non si riscontrano criticità sull'approvvigionamento di carburante per aviazione Jet A1. “L'operatività dei voli - sottolinea la Gesap - non ha subito conseguenze. Pur in un contesto di monitoraggio della situazione, che richiede comunque un approccio prudenziale, siamo costantemente in contatto con i nostri fornitori e operatori al fine di garantire tempestiva reattività ed evoluzioni nella fornitura del carburante”». Sull'allarme voli è intervenuto anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla: «Il Comune segue con la massima attenzione l’evolversi della situazione legata all’approvvigionamento di carburante per il trasporto aereo, che sta interessando il contesto nazionale e internazionale. In queste ore sono stato costantemente in contatto con i vertici della Gesap per monitorare ogni sviluppo e garantire un aggiornamento tempestivo. Allo stato attuale - ribadisce il primo cittadino - l’operatività dello scalo Falcone Borsellino non sta subendo conseguenze e i voli proseguono regolarmente. Continueremo a seguire la situazione con la massima prudenza e responsabilità, pronti a intervenire qualora si rendesse necessario»