Sos Assoturismo Confesercenti
Turismo, a Pasqua tempesta perfetta. «Nell’Isola c’è già -10% di presenze»
«Senza interventi anche l’estate sarà a rischio». Fra incertezze del meteo, nuove guerre e caro gasolio in Italia si registra un calo dell’1,3% dal 2025. Chi regge e chi fa flop
Un uovo di Pasqua con cioccolata molto molto amara è toccato quest’anno alle strutture ricettive della Sicilia, che, secondo le associazioni di categoria, registrano un calo a due cifre rispetto alle presenze di un anno fa. Il trend è frutto di una “tempesta perfetta” che ha unito lunghi periodi di maltempo (o comunque di incertezza climatica), il divampare di nuove guerre e l’aumento dei costi del gasolio. Tutto l’insieme, alla fine, ha colpito il settore e sta facendo temere per il futuro del comparto nell’Isola.
«Le vacanze di Pasqua sono il primo vero banco di prova per la stagione estiva – spiega il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina – e con queste prospettive siamo abbastanza preoccupati per quanto avverrà nei prossimi mesi. Ci troviamo in un momento di forte incertezza sia per il conflitto in corso in Medio Oriente e le conseguenti tensioni internazionali che per l’aumento delle tariffe aeree. I turisti americani, in questo momento, viaggiano meno perché temono di poter diventare obiettivi sensibili e inoltre abbiamo perso i visitatori in arrivo dal Medio Oriente dopo che, con il conflitto ucraino avevamo visto sparire coloro che giungevano dall’Est Europa».
Andando alla statistica, secondo l’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze, per Assoturismo Confesercenti, su un campione di 1.087 imprese italiane della ricettività, sebbene la destinazione Italia regga, le presenze stimate per Pasqua era di 14,1 milioni con un calo dell’1,3% (200mila presenze in meno) rispetto all’anno precedente. Rilevantissimo l’impatto del turismo straniero, che rappresenta il 58,9% del mercato per un totale di 8,3 milioni di pernottamenti (-1,4%), mentre per gli italiani sono 5,8 milioni (-1,2%).
E se nelle Isole il calo delle permanenze è del 2%, nella sola Sicilia l’impatto secondo Assoturismo si avvicina al 10% circa rispetto al 2025. «Ed è un crollo molto pesante perché alla fine è la nostra isola che traina il mercato. La Sicilia è una destinazione che funziona soprattutto se c’è bel tempo – continua Messina -, a meno che non si offra qualcosa di diverso. Un esempio è quello di realtà come Palermo, che mantengono le presenze ma non crescono in modo significativo, solo perché hanno avviato negli anni in una trasformazione in città d’arte e hanno modificato la tipologia delle presenze. Male i numeri a Taormina, che pure punta su un turismo alto spendente che risente poco delle oscillazioni del mercato di questo tipo».
E Agrigento, la già Capitale Italiana della Cultura? «Dopo il palese flop in termini di flussi turistici fatti registrare nel 2025, speriamo che togliendoci di questo titolo saremmo potuti tornare ai numeri del 2024, ma devo dire che purtroppo – chiosa Messina – così non è andata e il trend è sempre più in discesa e con un turismo che tende a spendere sempre meno».
La speranza, chiarisce Messina, è che si riesca a superare l’attuale fase di difficoltà e che l’estate possa essere invece di segno opposto, ma al momento non regna l’ottimismo. «Ci avviamo verso un periodo non felicissimo. Ovviamente speriamo che queste previsioni vengano smentite e anzi ci sia un’inversione di tendenza apprezzabile, ma il momento non sembra dei migliori».
La “doccia fredda” di Pasqua, comunque, arriva dopo una fase che appariva tutto sommato positiva. «Nei primi tre mesi dell’anno si era registrata una notevole capacità di adattamento alle oscillazioni dei mercati, nonostante la lieve flessione delle presenze. È necessario un intervento deciso e rapido a sostegno delle imprese dell’intera filiera che si ritrovano a soffrire una condizione di incertezza assoluta», conclude Messina.